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– Amore & Altri Crimini – 2009 – ♥♥♥  –

di

Stefan Arsenijevic

Amarsi a Belgrado non è facile. Soprattutto poi diventa ancora più difficile se questo sentimento viene rivelato solo quando resta soltanto un giorno prima del suo forzato epilogo. Amori & altri Crimini narra dell’ ultimo giorno di Anica (Anica Dobra)  in una grigia e cupa Belgrado post Milosevic. E’ ormai stanca di non essere amata dal boss Milutin che pur non avendole mai fatto mancar nulla non la ha mai ricambiata come si dovrebbe. E’ inoltre turbata dall’ autismo della sua figlioccia che costantemente è a rischio di suicidio. L’ultima boccata d’aria potrebbe arrivare dalla confessione dell’ amore taciuto per anni del giovane “picciotto” del boss (Vuc Kostic), ma nemmeno questa rivelazione risulterà essere semplice. Il regista serbo Arsenijevic avendo un intero giorno come target temporale del film muove la sua macchina da presa tra le strade del quartiere di Belgrado gestito dal boss Milutin tentando di mostrare una realtà popolare molto drammatica di una città occidentalizzata ma triste. Troppi sono forse però i personaggi che il regista decide di trattare in questa “giornata”, molti dei quali finiscono per non essere approfonditi come dovrebbero e per lasciare soltanto una nota di malinconia superficiale che va soltanto a colorare ancora di più le incertezze dei protagonisti. L’idea però di rendere l’inquietudine di Anica così melodrammatica e contestualizzarla in una Belgrado molto simile a lei (desiderosa di chiudere con il proprio passato) è sicuramente il punto forte del film. Costanti sono i parallelismi che si evidenziano tra il grigiore dei luoghi e gli stati d’animo dei protagonisti. Anche la colonna sonora dominata dall’ insistente Besame Mucho (praticamente eseguita e cantata in tutte le salse) aiuta ancor più a rendere le atmosfere del film cupe e ripetitive, così  tanto da poter risultare anche ridondanti per lo spettatore meno paziente. Si perchè la pazienza è di certo una necessaria virtù nella visione di questo film serbo presentato al festival di Berlino. Se si possiede l’occhio costante e attento di seguire i movimenti della telecamera che accarezzano e seguono i personaggi nei cortili e nelle vie di Belgrado. Se si ha orecchio paziente nell’ ascoltare dialoghi che forse spesso potrebbero risultare ripetitivi, alla fine si sarà premiati con un finale decisamente forte, surreale e ottimamente gestito. Un amore forse impossibile quello narrato da Arsenijevic che ha come unica possibilità la fuga. La stessa che molti giovani hanno realmente progettato da una Belgrado fatta di violenze  di quartiere e di un’ imminente globalizzazione dominata dall’ ascesa degli ipermercati.

( Amor Mio viene bruciato...
sarà una triste profezia di un infelice epilogo?)

(Troppo tardi per una confessione d'amore?)
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