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Posts Tagged ‘vittorio gassman’

– La Famiglia – 1987 – ♥♥♥♥ e 1\2 –

di

Ettore Scola

E’ inevitabile. Il tempo passa per tutti, ma ciò che resta spesso più impresso nei nostri ricordi sono gli amori, i conflitti e tutti i vari legami che nell’ arco della nostra vita abbiamo intrapreso. L’ ottantenne Carlo ( Vittorio Gassman), protagonista indiscusso di questa epopea familiare che ripercorre tutti i periodi principali della sua vita, sembra non aver cessato di ricordare e senza raccontare ogni avvenimento si sofferma su quelli essenziali, quei momenti che maggiormente gli hanno suscitato emozione. La Storia d’ Italia tocca i personaggi ma lo spettatore non lo vede, perchè la vera storia che è protagonista in questi ottanta anni di racconto è quella vissuta all’ interno delle mura domestiche di una casa che, quasi come fosse un palcoscenico teatrale, fa da sfondo reale agli accadimenti. Ha una morale universale questa grande opera di Ettore Scola: quella che nonostante i momenti di tristezza e le svariate delusioni che colpiscono la vita di ogni essere umano, la vita va comunque vissuta con estrema passione e cuore, senza mai perdere la voglia di emozionarsi, ma soprattutto di condividere con chi ha attraversato maggiori esperienze le nostre gioie e i nostri dolori. E il luogo più adatto per fare tutto questo è appunto la famiglia. Quella che oggi non si sa più che ruolo abbia, spesso sottovalutata o ancor peggio sopravvalutata. Il personaggio di Carlo, interpretato magnificamente da Vittorio Gassman, ci lascia capire come invece il nucleo familiare debba essere considerato con il necessario equilibrio senza mai perdersi totalmente in essa, mantenendo la propria personalità, le proprie contraddizioni e quando necessari anche i propri segreti. Scola è abilissimo a dipingere una galleria di personaggi di tutte le età senza mai giudicarli, mantenendo la giusta distanza critica da essi e lasciando allo spettatore la priorità di farsi coinvolgere dalle sensazioni che le loro vicende suscitano più che invitarli a prendere una posizione su cosa sia corretto o sbagliato per loro. Forse troppo macchiettiste risultano solamente le tre zie zitelle , ma per il resto tutti gli altri personaggi dimostrano di possedere un ottima caratterizzazione psicologica. La Famiglia è un film decisamente nostalgico per chi lo vede oggi, perchè basato sulla centralizzazione del nucleo familiare in un’ unica casa, cosa che oggi col tempo si è persa a causa delle differenti situazioni economiche e dell’ impossibilità per molti di mantenere una casa di famiglia così grande dove riunire tutti i loro membri. Invita al ricordo di quelle generazioni che hanno vissuto certe “riunioni” nelle quali ci si sentiva parte di una complicità affettiva che sempre di più sta scomparendo oggi nell’ egoismo dell’ individualità. Un film che educa anche al valore del litigio, come rara funzione per unire ancora di più due persone con differenti indoli e obiettivi di vita. Si ha la sensazione di trovarsi davanti ad uno specchio, guardando questo film di Scola, e si è destinati a riflettersi in esso, “leggendolo” come se fosse una vera e propria autobiografia di noi stessi. Il cast è tutto d’ eccezione e vanta anche di un giovane Sergio Castellitto e Ricky Tognazzi ai loro primi ruoli importanti. Il film è stato accusato da alcuni critici di allora di avere una sceneggiatura carente di avvenimenti veri e propri nella vita del suo protagonista Carlo; a mio giudizio, il film va osservato non da un punto Storico (come altre epopee familiari più moderne hanno dopo fatto es. La Meglio Gioventù) ma da un’ ottica più sentimentale ed emotiva. Se visto così sarà impossibile non esserne coinvolti.

( Vecchi e nuovi amori a confronto )

( Poco prima degli Ottanta col Nipote)
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– La Terrazza – 1980 – ♥♥♥♥ –

di

Ettore Scola

Ci sono film che anche se di trenta anni fa risultano decisamente profetici e quanto mai attuali . Oggi che la nostra cinematografia sforna continui film sulle angosce e i problemi dei trentenni è più che mai importante rivisitare e rivedere un film come questo di Scola, che ben analizza le frustrazioni di un gruppo di cinquantenni della borghesia romana di allora. Ma che potrebbe benissimo essere anche quella di oggi. Perchè di quella borghesia intellettuale filocomunista ed erede delle lotte sessantottine oggi ne vediamo il fallimento nella nostra società. Tutti quanti loro hanno preferito vendere i loro ideali per qualcosa di più appetibile come la loro soddisfazione economica o altro e sono stati i primi complici di quell’ imbarbarimento culturale che ha le sue radici in quel periodo. Interpretato dai massimi attori italiani e non solo (anche il francese Jean Louis Trintignant si aggiunge al fantastico ensemble di mostri sacri della recitazione italiana) questa delicata opera di Ettore Scola dipinge un pò tutti i ruoli sociali della società medio alta (si spazia dai critici cinematografici ai produttori, dai politici ai dirigenti della RAI) incapaci di realizzare i loro sogni  sia personali sia familiari o d’ amore. Le penne di Age, Furio Scarpelli ed Ettore Scola imprimono ad ogni personaggio costante realismo facendo sì che ognuno di loro, attraverso sketch apparentemente comici, comunichi tutta la sua drammaticità intrinseca . Differenti e ben distinte sono le donne in confronto agli uomini; al contrario di questi sembrano meno deluse dalla vita e con più forza per lottare e continuare ad amare, al contrario dei loro rispettivi consorti più rassegnati e attanagliati dal peso degli eventi della loro vita. Profetico è il personaggio interpretato da Ugo Tognazzi del produttore zotico e un pò ignorante che si preoccupa solo di produrre nuovi film che facciano ridere, dopo essersi arricchito facendo commedie all’ italiana. E’ un pò l” anticamera di quello che oggi vediamo ben espresso nel nostro panorama cinematografico: film che a tutti i costi cerchino la risata noncuranti del minimo spessore intellettuale. La costruzione narrativa del film è decisamente interessante e in maniera circolare ci racconta un breve momento di vita dei nostri protagonisti fino a farli rincontrare poi tutti quanti nel finale, esattamente come li avevamo visti nelle scene iniziali. Il film è sicuramente malinconico del passato e nel personaggio del deputato del Pci, interpretato da Vittorio Gassman, trova forse il massimo di questa vena così sconfortata. Il suo personaggio arriva ad immaginarsi di parlare all’ intero congresso del Pci, e a chiedere loro se sia giusto far soffrire per soddisfare la propria felicità (che vedrebbe ricompensata nel coronamento dell’ amore con una giovane Stefania Sandrelli a discapito della ormai non più florida moglie). Una domanda che oggi molti forse non si fanno più, preoccupati più di consumare la propria felicità, fatta spesso di attimi, più che di fermarsi a riflettere sulle conseguenze negative che essa spesso può provocare a tutto ciò che ci circonda. La Terrazza non è certo La Dolce Vita di Fellini ma è di sicuro satirico e utile anche ai nostri giorni.

(Innamoramenti tardivi)

(Cantare per non pensare alle proprie frustrazioni)

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