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Posts Tagged ‘teen horror’

– Jennifer’ s Body – 2009 – ♦ –

di

Karyn Kusama

Dove è finita la credibilità? Se lo sta forse ancora chiedendo la giapponese Karyn Kusama che armata della procace Megan Fox dà luce a un teen horror fiacco e scontato che mischia argomenti standard da high school ed esoterismo finendo per creare un gran pastrocchio. E se la sceneggiatura è dominata dal binomio brutta vs bella la regista non riesce nemmeno con la macchina da presa o con la fotografia ad alzare il livello dell’ opera che resta invischiata più volte nel becero. Ciò che sorprende maggiormente è che la sceneggiatrice in questione è la brillante Diablo Cody che vanta di aver scritto un copione sicuramente ironico e molto interessante come quello di Juno. Infatti è dichiarato l’ intento di voler parlare del mondo dei teenager (ambiente consueto alla sceneggiatrice) ma è molto meno condivisibile la scelta di discuterne in toni così fortemente sboccati ed eccessivi. Il consumismo sessuale è ormai di moda tra i teenager americani ma il film decide lo stesso di restare molto pudico e sceglie di mostrarci una sensuale Megan Fox mai completamente spogliata ma solo truccatissima con tonalità di rosa e rosso così da renderla (secondo chi?) ancora più provocante.  In realtà il risultato è che Megan Fox truccata così sembra uscita quasi da un videogioco tridimensionale rendendo il risultato ancor più fastidioso e irreale agli occhi di chi aspira un minimo di realismo. Il plot horror è sorretto da uno sfondo esoterico che vede la protagonista trasformarsi in una demone mangiatrice di uomini, ma nel vero senso della parola. Causa di questo maleficio come sempre è il rock, scontata causa demoniaca di molte possessioni dei movies. Ma proprio nell’ attimo in cui almeno tale rito poteva fregiarsi di essere l’ unica parte seriamente horror dell’ intero film ecco che ben presto questa sensazione viene smentita, proprio quando il leader della rock band che conduce il sacrificio demoniaco ci comunica che ha scaricato le procedure del suddetto rito  da (difficile da credere!!) internet. Insomma il ridicolo non sembra avere mai fine in questa ora e mezza che spero non passerete in compagnia di questo film. Non sono esenti dal ridicolo neanche molte delle battute citate come quella che paragona le tette alle bombe intelligenti usate dal sesso femminile per abbattere gli uomini, o il “come sei succoso” proferito dalla protagonista poco prima di divorare la sua preda umana. Solo un breve attimo sembrerebbe salvare il tutto dal tracollo: nel finale quella telecamera di servizio che riprende la nuova killer demoniaca. Poi però si pensa che tale scelta è stata fin troppe volte usata e allora meglio i titoli di coda. In merito a Diablo Cody invece forse sarebbe meglio che si dedicasse interamente a una serie tv sicuramente molto più geniale: United States of Tara.

( Mi brucio la lingua un pò per gioco un pò per noia)

(Sei proprio succoso! Gnam!)

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– Diary of Dead – 2009 – ♥♥♥ e 1\2 –

di

George A. Romero

Non era di certo difficile pensare che la nostra “gloriosa” distribuzione cinematografica italiana facesse giungere l’ ultimo Horror di Romero in così pochi cinema (si possono contare sul palmo di una mano). Perchè non si tratta solo di Horror ma di “political horror” decisamente poco “politically correct”. Diary of Dead utilizzando il punto di vista esclusivo di due videocamere utilizzate dagli stessi protagonisti del film, di telecamere di sorveglianza e videocamere di telefonini è un apologo politico sulla società americana e la sua paura del terrorismo. Un terrore che non viene da fuori ma che è nascosto dentro di noi, in ogni luogo. Infatti nel film chiunque muore è destinato a risvegliarsi e diventare uno zombie “mangia umani”. Ma ancor prima è un film sull’ informazione che ci circonda oggi: quella falsa data dai media a confronto con quella libera su internet che però spesso è eccessiva e confusionaria. E non è quindi difficile pensare ai perchè in un paese come il nostro, che al momento vive proprio questo dilemma informatico un film come questo sia stato così ampiamente censurato dalla distribuzione. La visione in soggettiva ricorda i precedenti REC e Cloverfield, tra i quali il film di Romero si pone esattamente al centro avendo sia la critica verso l’ ossessione delle persone di riprendere tutto (Cloverfield) sia l’ angoscia provocata dalle claustrofobiche riprese in presa diretta che accrescono la suspence (REC). Il voyerismo al quale oggi tutti noi siamo sottoposti trova il suo massimo sfogo nella pellicola horror di Romero nel quale i protagonisti sono del tutto assuefatti dagli orrori della morte e incuranti del rischio preferiscono continuare a riprendere quasi compulsivamente che scappare. Ciò che sicuramente c’è da dire è che il film di Romero è sostanzialmente  un film indipendente che è prodotto con un budget limitato (nonostante l’ ottima fattura del trucco artigianale sembrerebbe non far pensare lo stesso) e che critica fortemente gli attuali teen horror che pur vantando di finanziamenti ben superiori finiscono per riproporre sempre i medesimi format comunicativi del cinema horror standard. In Diary of Dead c’è invece una voglia di evoluzione e di innovazione: la dimensione inscatolata che relegava i protagonisti in un’ unica location che poteva essere una casa, una soffitta o un supermercato qui trova sfogo in un on the road movie che fa attraversare ai suoi personaggi una Pennsylvania colma di svariati quanto differenti microcosmi rurali. L’ unico rammarico resta quello di non vedere mai decollare il quinto film della saga dei morti viventi di Romero. Ci scorre davanti gli occhi quasi come fosse un telegiornale, del quale passivi non possiamo che essere spettatori, anche se non sempre coinvolti emotivamente. La natura umana per Romero non è poi così differente da quella dei suoi zombies. Ognuno è comunque ossessionato da qualcosa. Chi spinto dall’ istinto di uccidere e mordere i vivi. Chi invece è maniacalmente preso dal documentare tutto, anche la morte.

diary-of-the-dead

(Riprendere tutto...anche poco prima di morire)

(Zombie artigianali ma verosimili)

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