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– Il 7 e l’ 8 – 2007 – ♥♥ –

di

Salvatore Ficarra, Valentino Picone & Giambattista Avellino

Nel panorama comico nazionale Zelig è stato di certo uno show che ci ha spesso  regalato i comici più brillanti del panorama nostrano. Ficarra e Picone grazie alla loro singolare e caratteristica comicità palermitana riescono ad inventarsi veri maestri del sorriso, anche aiutati da un cast d’eccezione tutto siciliano e già con esperienza ( Andrea Tidona e Barbara Tabita). La storia narra del destino incrociato di Daniele (Picone) e Tommaso (Ficarra) che nel lontano 1975 vengono scambiati nella culla da un bizarro infermiere (Tony Sperandeo). Daniele è un immaturo trentenne che ancora frequenta la facoltà di Giurisprudenza , mentre Tommaso è uno spacciatore di cd contraffatti in una Palermo  caratteristica e colma di tipici personaggi macchiette del luogo. I ritmi comici sono abilmente strutturati e ci mostrano una Sicilia fatta di personaggi “stanchi” che vivono la loro vita alla rilenta e che sono spesso causa di buffi equivoci. Con un accenno anche all’attualità della “malasanità”  Ficarra e Picone sono abili a far del loro incontro-scontro cinematografico un ‘abile prova comica che va oltre i loro già calcati ritmi da teatro per affrontare in maniera più che sufficiente quelli cinematografici. Entrambi i comici siciliani sono abili a costruire due personaggi ormai molto caratteristici e emblema entrambi di una Sicilia moderna. Ficarra quello dello scapigliato e truffaldino siciliano che vuole sempre farla franca ma che possiede un rigido e solido senso della famiglia, basato sulla possessione e sulla protezione ( ha una sorella bella e giovane che protegge quasi come un tesoro). Picone, invece, è l’ immaturo eterno bamboccione, figlio di genitori che hanno sempre avuto grandi aspettative su di lui e che non gli hanno fatto mancar nulla, ma che si nasconde dietro a bugie e a modi di fare troppo fintamente  borghesi pur di soddisfare in qualche modo i desideri di un padre rigido e carabiniere. Macchiette e un misto di surreale e reale tipicamente siciliano  sono caratteristiche che contraddistinguono questa leggera commedia. Da non perdere il dialogo tra due veterani del cinema italiano in vesti da frate: Remo Girone e Arnoldo Foà.

( Tommaso: Tua madre è tua.Tuo Padre è tuo. I miei genitori sono tuoi… 
Ma è possibile mai che è tutto tuo?!!?!
Il barista: Di chi e questo caffe?
Tommaso: Suo! Daniele: Suo!)
( La culla centro dell' equivoco)
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