Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘Peter Sarsgaard’

– An Education – 2010 – ♥♥ e 1\2 –

di

Lone Scherfig

L’ ingresso nella vita adulta della giovane Jenny (Carey Mulligan) non è di certo semplice e la sua istruzione (il termine inglese Education va tradotto appunto come istruzione e non educazione) si trova ad un bivio. Sarà il futuro programmato dai suoi genitori ad Oxford ad avere la meglio o la vita mondana e un pò libertina che il giovane ebreo David (Peter Sarsgaard) le offrirà a vincere? Il film, diretto dalla mano della danese Lone Scherfig e sceneggiato dal Nick Hornby di About a Boy, si incentra proprio su questo dualismo e ancor di più sul fraintendimento nel quale lo spettatore cade di frequente, durante la visione del film, nel valutare quale sia la corretta istruzione tra le due. Dipinge quell’ epoca di cambiamento e di indipendenza ideologica e sessuale che stava per nascere in Inghilterra. I Beatles e il loro beetle pop rivoluzionario stavano per nascere e Jenny vorrebbe cambiare il suo mondo ma l’ inevitabile finirà per avere il predominio sui suoi sogni di rivoluzione. An Education dipinge quella società di confine che ci ha fatto giungere fino alla nostra: dove ogni compromesso è accettato per raggiungere i propri scopi e l’ ambito sogno di ricchezza. Una società dove i valori morali iniziano a sgretolarsi e quell’ istruzione scolastica,che sicuramente ha avuto il difetto di essere troppo rigorosa, vedrà crollare la propria egemonia a discapito di una più appetibile prospettiva di vita basata sulle esperienze e i soldi. Come sostiene appunto l’ ambiguo David, interpretato da un Peter Sarsgaard molto bravo a instillare di attimo in attimo il dubbio nello spettatore, sarà la sua istruzione alla vita a tentare Jenny e il suo rigido mondo fatto di libri e scuola. Carey Mulligan è decisamente abile nell’ interpretare la quasi diciassettenne Jenny e i suoi reali 24 anni sono sicuramente un aiuto nel portare in scena un personaggio che ha voglia di crescere un pò troppo in fretta. La sua naturalezza e la sua semplicità sono sicuramente due delle caratteristiche che le hanno fruttato la nomination agli Oscar come migliore attrice e che in più di un momento del film la rendono una reincarnazione di Audrey Hepburn. Certo è che quest’ anno le candidature agli oscar sembrano voler a tutti i costi favorire la vittoria netta di Avatar perchè questo sentimentale An Education non può di certo reggere il confronto. Il suo aspetto decisamente patinato e la sua regia un pò retrò e decisamente non originalissima non potrebbero mai sconfiggere il colosso di Cameron. La semplicità e la patinatura con la quale l’ Inghilterra degli anni pre Teddy Boys si appresta ad uscire dal suo perbenismo sono infatti i principali difetti di questo film, che inoltre in più di un momento lo rendono noioso da seguire. Supportato, al contrario, da una sceneggiatura più che scorrevole, una recitazione decisamente al di sopra della media degli attori e una fotografia che assume diverse tonalità cromatiche tra Londra e Parigi.  Le sottigliezze dei personaggi sono ben strutturate: Jenny è infatti divisa tra  il suo amore verso le arti e la bellezza e la sua incapacità, dovuta alla giovane età, a non saperne correttamente mettere dei confini; mentre David, abile affabulatore ma che nell’ interno cova una profonda  insoddisfazione, come solo nel finale lo spettatore potrà scoprire. Anche i genitori di Jenny e in particolare l’ ottimo Alfred Molina sono molto bravi nell’ interpretare la frustrazione della classe medio borghese di quegli anni, che anzichè preoccuparsi della reale felicità della propria prole era più concentrata sul bene per il loro nucleo familiare o alle loro opportunità sociali ed economiche. Insomma tutti validi spunti quelli di Nick Hornby, che però non riescono nel risultato finale a imprimere una sensazione di memorabilità a questo film e lo condannano inesorabilmente al dimenticatoio.

( L' attimo della tentazione)

(Scegliere un' altra scuola)

Read Full Post »

– Orphan – 2009 – ♥ e 1\2 –

di

Jaume Collet-Serra

Sembrerebbe che ancora una volta i bambini demoniaci o cattivi conquistano una pellicola Horror. Ma l’ apparenza inganna sembra volerci dire il barcellonese Jaume Collet- Serra, che in una Toronto dove nevica sempre e la perenne neve sulle strade sembra non provocare alcun problema alla guida spericolata delle auto canadesi porta in scena un enigma familiare che gioca sulla solita paura originata dall’ elemento deviante che mette a repentaglio le vite dei propri cari. E la “povera” orfanella Esther di devianze ne nasconde molte, ma soprattutto un segreto che una volta scoperto dagli spettatori toglierà ogni attrattiva al film. La coppia genitoriale Vera Farmiga e Peter Sarsgaard sembra non accontentarsi di avere già due figli, una dei quali problematica già abbastanza (affetta da sordomutismo dalla nascita), quindi decide di adottare una piccola orfanella che viene dalla Russia, dalle maniere apparentemente molto educate e con una passione per gli abiti  retrò. La telecamera del regista spagnolo si muove in maniera scontata in una casa stranamente isolata dal design ultramoderno riprendendo scene crudeli e fine a se stesse che sembrano avere come  unica ragione quella di riempire le due lunghe ore del film con attimi di truce suspence. La sceneggiatura non riesce a mantenere la credibilità in molti punti (in maniera inspiegabile la piccola figlia sordomuta si fida di lei per gran parte del film e in maniera altrettanto non credibile sembra più facile per l’ orfanella manipolare tutte le persone che ha intorno piuttosto che queste fidarsi reciprocamente delle proprie versioni dei fatti. Tutto si salva nel finale dove il fatidico segreto che Esther (interpretata dalla brava undicenne Isabelle Fuhrman) conserva risulta essere la parte migliore dell’ intera sceneggiatura. Il film ha dato sfogo nei puritani States a polemiche da parte di alcune associazioni infantili che hanno incolpato il film di scoraggiare l’ adozione dei minori. Personalmente non vi alcuna presa di posizione in merito nel film che sembra più volersi concentrare sulle dinamiche psicologiche che si creano all’ interno di una famiglia quando un nuovo componente ne distrugge l’armonia iniziale. E se non fosse per l’ infinito non realistico susseguirsi di eventi che soffocano una risata nell’ angoscia provocata dalla violenza di un gesto forse anche gli ottimi titoli d’apertura e titoli di coda avrebbero potuto far da contorno a un horror al cardiopalmo. Così non è.

( Io ti dico quello che devi fare e tu lo fai in barba a mamma e papà...)

( Quale segreto si cela dietro un corpo da bambina)

Read Full Post »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: