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Posts Tagged ‘monica birladeanu’

– Francesca – 2009 – ♥♥♥♥ –

di

Bobby Paunescu

Un cinema essenziale quello di Paunescu, cineasta rumeno al suo esordio con i lungometraggi. Un ritorno al neorealismo dei lunghi piani sequenza a telecamera fissa che rendono i dialoghi più naturali e veri e che costringono l’attore a dare una prova recitativa di gran lunga migliore. La storia riguarda tutti noi italiani da molto vicino. E’ un altro specchio della nostra terra vista dal di fuori, dagli occhi di un altro popolo (quello rumeno) che da una parte sogna il nostro paese e le sue prospettive lavorative ma dall’ altra teme i pericoli che potrebbero derivare dall’ intolleranza verso gli stranieri da parte degli italiani. Francesca (Monica Birladeanu) è una trentenne rumena che sogna di lasciare il suo tormentato paese per fare la maestrina d’ asilo nel nostro belpaese. Ma far accettare questo suo ideale dalla sua famiglia non è di certo cosa semplice. Soprattutto perchè gli stereotipi e le dicerie sul popolo italiano in Romania non sono di certo positivi. Ultimamente non si può di certo affermare che tra Romania ed Italia scorra del buon sangue, grazie ai frequenti atti criminali ad opera della comunità romena in Italia che di certo rappresenta più una fascia della loro popolazione ma non la sua globalità. Il film questo lo fa capire ampiamente. Mostrandoci un dramma, quello di Francesca, che ha luogo principalmente nella sua Romania nella quale è costretta a scontrarsi con gli stessi criminali che da noi provocano i pregiudizi sulla loro etnia e che non rendono onore al desiderio di operosità onesta che invece è presente in Francesca e nella sfera delle sue amicizie. In  Francesca sono descritti vari prototipi di personaggi della Romania moderna:  dai criminali, agli onesti lavoratori fino agli uomini sfaticati ( il fidanzato della protagonista) che desiderano trovar fortuna nella scommessa di un fatuo investimento piuttosto che nel sudore lavorativo. Il film è ampiamente contro una visione oggettiva delle cose e non intende per nulla offrire un punto di vista assolutistico dei Rumeni che risulterebbe quindi essere in contrasto con quello che molti mass-media italiani tendono ad offrire erroneamente al loro pubblico. Al contrario di quello che molti invece hanno sostenuto, limitandosi a giudicare le battute pesanti rivolte alla Mussolini o al sindaco di Verona Flavio Tosi, il film rumeno invita a riflettere sui pregiudizi in generale e intende trasmettere un messaggio contrario al comune detto di “fare di tutta l’ erba un fascio”. Pur mantenendo un punto di vista solamente rumeno il film è autocritico non solo verso gli Italiani ma anche verso gli stessi Rumeni, popolo che in maniera evidente non è ancora pronto al suo cambiamento che lo vede Paese membro dell’ Unione Europea. Una nazione che è costretta ancora a lottare constantemente con i retaggi culturali trasmessi dal post fallimento del regime comunista Ceausescu. E la protagonista Francesca capirà questa lacuna nazionale sulla propria pelle in una drammatica e fredda sequenza finale che ha da sola il merito di compensare l’ intero biglietto del cinema. Una storia dalla sceneggiatura semplice ma profonda al tempo stesso, con dialoghi forti e che funzionano in ogni loro dettaglio sono valore aggiunto in un film che sicuramente vale la pena di esser visto da ogni italiano che porta dietro con se pregiudizi o stereotipi sulle etnie e culture diverse dalla propria.

( Colloquio di lavoro artigianale)

( L' emblematica e drammatica sequenza finale )
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