Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘maternità’

– Lo Spazio Bianco – 2009 – ♥♥ –

di

Francesca Comencini

Merito va alla Comencini di averci svelato una Margherita Buy decisamente ben lontana dal suo stereotipizzato ruolo di donna isterica, ma colma della profondità di un personaggio femminile molto più intenso e profondo. Una donna che non può che restare a guardare in attesa l’ esito del suo parto prematuro. Ferma in uno spazio bianco che è quasi un bivio tra ciò che potrà essere o non essere e nel quale si è impotenti. Si può solo aspettare e volendo ricominciare. Ma tutto è triste e lento nell’ approccio sceneggiativo della Comencini. Sorretto dalle emozioni controverse di paura e amore del personaggio interpretato dalla Buy il film incespica più volta su alcuni atteggiamenti decisamente eccessivi e poco credibili della protagonista (eccessivi scatti d’ira o preoccupazioni che per esempio le altre mamme nella sua stessa condizione non hanno). Lo sfondo di personaggi che circondano la protagonista risultano forzati e non approfonditi. Un infruttuoso pretesto di voler trattare problematiche sociali della realtà Napoletana o femminili ma che in questa chiave fanno più sorridere che istigare la riflessione. Forzata è la relazione che appare voluta ad ogni costo tra la nostra protagonista e la sua vicina di casa, un magistrato donna da poco trasferitasi a Napoli per “vendicare” a suon di giustizia l’ uccisione di un suo collega. La Comencini decide di dare per scontati troppi elementi che però risultano non fluidificare la normale scorrevolezza del film rendendolo a tratti noioso e colmo di sequenze di dubbia importanza. Come ad esempio le sequenze surreali del ballo delle madri in sala reparto o lo sguardo in camera di uno degli allievi della professoressa interpretata dalla Buy durante una mostra di arte contemporanea.  Al contrario invece il film pecca di approfondimenti necessari come l’ inspiegabile fuga del padre della futura bambina di Maria (Margherita Buy). Forse solo un pretesto per renderci nota la squallida verità che nel nostro BelPaese i bimbi che non sono riconosciuti dal padre vengono ancora registrati come “figli illegittimi”. Buona è invece la fotografia dai toni grigi che ben sottolinea il limbo emotivo della protagonista che attende impotente il lento scorrere degli ultimi 3 mesi che separano l’ incubatrice dalla “seconda nascita” della figlia prematura. Un film che decisamente si vorrebbe porre in ottica femminile. Anche la colonna sonora  (Nina Simone, Blondie, Cat Power e Ella Fitzgerald) avvolge l’ intero film di tonalità rosa. Una femminilità decisamente solitaria e debole, quella di Maria (Margherita Buy), che vede nel futuro avvento della nascitura una speranza contro l’ indifferenza, la volgarità e la superficialità della quotidianità nella quale la protagonista è inserita. Un film, a mio avviso però controverso che non rende sufficiente onore alla straordinaria forza delle donne e pone tutto più in un ottica triste e debole che di speranza e di forza. Forse è quello che avrebbe voluto far intravedere nella sua storia la regista, ma di fatto è l’ esatto contrario che appare più evidente. Tutto infatti è sobrio e mai eccessivo, anche le reazioni dell’ attrice protagonista sono contenute laddove magari vogliono esprimere esagerazione. Un lento viaggio verso l’ indipendenza, l’amore e la ricerca di sè di una donna che vede i suoi anni giovanili sfiorire sotto i colpi incessanti delle lancette del tempo.

( Uno dei momenti fotografici grigi e freddi che ben contestualizzano i fatti)

( Ti metto incinta e sparisco)
Annunci

Read Full Post »

–  Juno – 2008 – ♥♥♥ e 1\2 –

di

Jason Reitman

La cosa che salta subito all’ occhio, fin dalle prime scene è che la sedicenne Juno è diversa. O almeno viene vista come una diversa dalle persone della piccola realtà urbana nella quale vive. Non ama le cose scontate e preferisce sperimentare, scoprire e fare tutto ingenuamente per gioco. Ma da questo gioco la realtà fa irrimediabilmente capolino e la costringe a una gravidanza inaspettata e non voluta. Ma soprattutto una gravidanza alla quale non è pronta. Ma  con spirito decisamente adulto decide responsabilmente di trovare una famiglia che adotti il futuro nascituro. Ed è da qui che il mondo di Juno si scontrerà con tutto il resto. Si scontrerà con il perbenismo e le formalità che lei tanto odia, ma riuscirà a farsi amare (forse proprio per il suoi modi decisamente irruenti e privi di ogni velo sociale) da tutti. E’ sicuramente un personaggio ben costruito quello di Juno. Una sedicenne atipica e sfacciatamente a suo modo adulta e intelligente, che ama dire le cose in faccia e si disinteressa totalmente di cosa possa apparire giusto o sbagliato. Merito di questa forza nel personaggio della protagonista va alla sceneggiatura sicuramente ben costruita di  Diablo Cody (che gli è fruttata l’Oscar nel 2008), in grado inoltre di far riflettere lo spettatore su una tematica come quella delle gravidanze inaspettate in maniera ironica e leggera senza mai per un attimo cadere nella pesantezza. Juno si porta dietro il fardello di avere un nome (quello della Dea Giunone) di una donna spesso tradita dal marito Zeus ma che non si arrende mai. Ed è proprio così che la piccola Juno affronta le sue situazioni quotidiane con tenacia  instancabile, con una lingua sempre pronta alla risposta più irriverente e quell’ irrefrenabile voglia di non essere condizionata da nessuno. Complice ne è il visino ingenuo ma allo stesso tempo deciso della giovane attrice Ellen Page che cresce (pur non abbandonando la sua ingenuità di fondo) insieme al suo pancione. Il regista Jason Reitman utilizza una colorazione decisamente accesa ed estremamente satura come a voler sottolineare ancora maggiormente il mondo fuori dalle righe nel quale vive la protagonista. Juno è un film divertente in grado di parlare di tanti argomenti attuali che vanno dalle famiglie allargate alle adozioni, dalle gravidanze inaspettate agli aborti. E centro di tutto è anche questo indesiderato “fagiolino” che la stessa protagonista non sa come definire. L’evoluzione dei personaggi è anche quella estremamente ben architettata così da far apparire i personaggi che all’ inizio sembrano più simpatici o maturi come quelli decisamente paurosi e immaturi alla fine e viceversa ( esempio perfetto ne sono la coppia Loring che si assume la responsabilità di adottare il futuro bambino). E la giovane sedicenne Juno anch’essa evolverà, fino a capire alla fine che nonostante il suo processo evolutivo è stato al contrario (“Lo so, bisognerebbe innamorarsi prima di riprodursi” è quello che afferma alla fine Juno) l’importante è trovare un proprio guscio perfetto nel quale vivere, ritagliandosi una fetta di felicità un pò “giunonica” in questo controverso pianeta del quale tutti siamo protagonisti.

( Volete voi il mio fagiolo?)

( Riprodursi e dopo innamorarsi?)

Read Full Post »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: