Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘agatha christie’

The-Hateful-Eight-UK-Poster-834x1024.jpg

The Hateful Eight – ♥♥♥♥ e 1\2

di

Quentin Tarantino

The Hateful Eight o si ama o si odia. Tarantino, come afferma  lui stesso, vede il suo percorso da regista come un viaggio all’ interno della storia del cinema. Un onnivoro di cinema come lui non può che viaggiare attraverso ogni genere cinematografico che il grande schermo conosce. Di conseguenza, è abbastanza scontato che chi ha amato Quentin per il genere Pulp de Le Iene o di Pulp Fiction, che lo hanno consacrato alla storia del cinema, difficilmente ama la trasformazione che hanno avuto i suoi film da Bastardi senza gloria in poi. Anche se a mio avviso non parlerei di trasformazione quanto più di percorso. Il termine percorso mi sembra molto più appropriato per un regista che inizia appassionando il suo pubblico rileggendo i gangster movies in una nuova e originale chiave che lui conia come Pulp. In seguito prende per mano i suoi spettatori e li invita a non avere paura e attraversare anche la sua personalissima visione dell’ horror thriller a colpi di katana  in Kill Bill o di scontri automobilistici  in Grindhouse. Rivisita anche la storia e i film storici con Bastardi senza Gloria dichiarando al mondo ciò che forse in molti non avevano visto fino ad allora: anche nei film di Quentin Tarantino, nonostante lo splatter e il sangue c’è un significato politico. C’è una forte attenzione per le minoranze sociali e per i personaggi sconfitti, i cosiddetti ultimi della società. Da Jackie alla materna ma sanguinaria Beatrix fino ad arrivare agli ebrei o agli afro americani come Django. Se si fa eccezione de Le iene e Pulp Fiction dove tutti in qualche modo sono vincitori e vinti nei seguenti film di Tarantino sono sempre gli ultimi a trionfare. Ma arriviamo al suo ottavo film:  The Hateful eight. Il suo ottavo film chiude il cerchio che lui stesso ha creato ed esplorando il genere giallo alla Agatha Christie (come alcuni racconti della Signora del Giallo tutto avviene in una location claustrofobica e i protagonisti sono inchiodati ad esse proprio come lo erano i suoi dieci piccoli indiani), pur rimanendo in salsa western per mantenere il collegamento con il suo precedente Django Unchained, torna a non concedere a nessuno dei suoi personaggi la vittoria o la sconfitta.Ci offre un intreccio fatto di personaggi bugiardi e infami, chiusi in un mondo dove nulla è quello che sembra . Un mondo dove le alleanze non hanno un criterio e persino il “negro” è costretto ad allearsi con il razzista o la donna è trattata come una criminale indegna di qualsiasi tipo di rispetto. Ritorna la sua suddivisione in capitoli e racchiude in tre ore un intero universo tarantiniano che ben riassume anche i lunghi dialoghi di Bastardi senza gloria o il sangue de Le Iene. Il numero otto simboleggia l’ infinito e chiude il cerchio. Adesso solo Dio o solo Quentin sa cosa ci aspetterà nelle ancora altre due opere (almeno) che ha annunciato di avere in progetto prima di appendere la sua macchina da presa al chiodo della Storia del Cinema Internazionale. Di The Hateful Eight cosa altro dire? Vederlo come una Summa del suo modo di vedere il cinema non può che farcelo amare.  Io lo ho amato.

hateful_eight_twc_6.0.jpg

(Devi mettere due picchetti alla porta non uno solo!!!)

Screen-Shot-2015-11-05-at-18.25.11.png

(Una delle rare sequenze in esterno)
Annunci

Read Full Post »

– Alibi e Sospetti – 2009 – ♥ e 1\2 –

di

Pascal Bonitzer

Per tutti i registi di film gialli da tempo immemore i libri di Agatha Christie son stati fonte di ispirazione. In questo caso il francese Bonitzer , sceneggiatore di altri film francesi, si ispira al libro Poirot e la Salma della celebre scrittrice di gialli e ne produce un film dalle atmosfere più  teatrali che cinematografiche, nel quale i prestigiosi attori però si limitano a recitare sommariamente il loro compitino senza però trasmettere minimamente il mood di tensione richiesto da un film di questo genere. I dialoghi cercano di essere sempre cinici e di mantenere alto il mistero di un delitto passionale che sembra fin dall’ inizio avere la sua risposta. Ma ci si accorge invece presto che un pò tutti sono coinvolti passionalmente con Pierre Collier (Lambert Wilson), psicologo di fama e marito fedigrafo che viene sorpreso assassinato nella villa di un senatore borghese collezionista di pistole. L’indagine messa in atto dal commissario incaricato del caso non risulta mai essere attenta ai dettagli ma resta anch’ essa invischiata nelle dinamiche sceneggiative dei frequenti dialoghi fin troppo teatrali dell’ ensemble di attori. Ciò che risaltà più all’ occhio sono di certo le appetibili location lussuose che sicuramente rendono il film più gradevole agli occhi. Veramente poco resta in definitiva delle atmosfere alla Christie e alla Poirot e tutto sembra essere più trasportato in un mondo più attuale nel quale una borghesia sempre più insoddisfatta ripiega questa loro mancanza nell’ intrigo del delitto. Insomma una sceneggiatura presa un pò sottogamba da tutti. In primo luogo dagli attori che in maniera palese recitano con aria di sufficienza. E conseguentemente anche dalle case di distribuzione che pur avendo investito su questo film hanno poi deciso di distribuirlo in ben poche sale.

( Attento analista farfallone!! La fine è alle porte!!)

(Non sono stata io!!! Ma chi ci crede?)

Read Full Post »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: