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Archive for the ‘2000’ Category

– The Beach – 2000 – ♥♥♥♥ –

di

Danny Boyle

Un film criticatissimo il The Beach di un Danny Boyle reduce dagli ottimi giudizi del suo Trainspotting. A mio giudizio un film prettamente emozionale e che poco ha a che vedere con l’ ostentazione dei ritocchi digitali e delle citazioni cinematografiche ( Il Signore delle Mosche , Il cacciatore, Apocalypse Now per citarne solo alcuni ) che frequentemente gli sono state appioppate. In uno sfondo bellissimo di una Thailandia meta di viaggiatori avventurosi e in cerca di paesaggi incontaminati prende forma la storia di Richard (Leonardo Di Caprio), un ragazzo figlio del nichilismo che contraddistingue molti giovani dei nostri tempi e che ricerca nella fuga dalla propria società quel “paradiso” di semplicità e senso estetico spesso ambito. Di Caprio impersonifica un personaggio che ambisce al pieno controllo di sè passando per l’attrazione e la sfida verso gesti quasi suicidi , quasi per dare un valore alla sua stessa esistenza, ma allo stesso tempo non smarrendo per strada la semplicità di cogliere la bellezza di un innamoramento o di un paesaggio notturno che ha del paradisiaco ( seppur creato cinematograficamente con effetti speciali decisamente dispendiosi). Estremamente attuale la tematica del voler a tutti i costi superare la normale concezione del divertimento, di non essere mai contenti e spingersi oltre che inevitabilmente porta l’ essere umano a una crisi interiore. Un modo di far filosofia che sicuramente molti potranno ritenere decisamente new age o addirittura hippie ma che è sicuramente in grado di toccare efficacemente quanto semplicemente tematiche attuali che spesso tendono a voler essere troppo intellettualizzate. Forse anche fin troppo orientali e lontane dal nostro essere occidentali e decisamente illuministi che ci porta a voler a tutti costi riempire di razionalità e tecnicismo ciò che in realtà si limita a voler essere semplice ed emozionale. Ed è quello che Boyle in The Beach prova a fare: emozionare i suoi spettatori con la forza delle immagini. E per una volta cosa interessa se tutto questo è uno sperpero di soldi o se ci si affida all’ appeal di due giovani quanto belli attori come Di Caprio e la Ledoyen magari solo per portare in sala più teenager? A mio avviso se il risultato è questo è sicuramente innovativo, originale e visivamente ottimo. The Beach è anche una brillante opportunita che porta lo spettatore a riflettere su come questa ricorrente voglia di trovare un proprio “paradiso” perfetto possa spesso portare l’essere umano a non essere pronto ad accoglierla nella propria vita. Infatti gli stessi abitanti dell’ isola segreta, ritratta nel film di Boyle, altro non finiscono che essere loro stessi i turisti di una perfetta “stazione balneare” , incapaci poi però di affrontare qualsiasi situazione pericolosa o vitale a costo di salvaguardare il proprio segreto utopistico. Tutto questo è reale metafora della nostra società, nella quale ognuno rincorre il benessere materiale più che quello emotivo o affettivo, al punto da tenere così stretto tutto questo anche a discapito della semplicità donata invece dal secondo tipo di beneficio. Boyle inoltre condisce il tutto con abili esperimenti tecnico-visivi (come quello della scena in stile videogame) che alcuni hanno definito kitsch o artificiosa ma che a mio parere si limita a voler essere sperimentale. In definitiva un ottimo film, di uno dei miei registi preferiti, che a moltissimi potrebbe non piacere, ma che se osservato con gli occhi adeguati delle emozioni e con quelli aperti di ogni viaggiatore “backpackers”  ha sicuramente le potenzialità di entrare nella rosa dei propri film preferiti.

( In attesa del coraggio di cacciare uno squalo)
the beach
(Ma l' ostinata ricerca di ciò che è perfetto può portare alla follia)

 

 

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– Monsoon Wedding – 2000 – ♥♥♥ –

di

Mira Nair

Un matrimonio combinato tipicamente indiano fa da sfondo a 5 diverse storie amorose nel Punjab di New Delhi. Ottimamente le storie si intrecciano tra di loro e danno sfogo a vicende più romantiche, come quella del direttore del catering che si innamora della governante di casa, a vicende invece più dolorose come quella delle rivelazioni delle attenzioni particolari di uno zio nei confronti di una nipotina. Mira Nair attraverso i mille colori di un’ India un pò Bollywoodiana sa raccontare questa storia mista di tradizione e di modernità, di segreti taciuti e di rivelazioni inaspettate. Guardando questo film mi sono reso anche conto di come molte realtà familiari della nostra Italia non siano poi così diverse da certe realtà Bollywoodiane. Bella la metafora della pioggia monsonica come a significare la liberazione da ogni sotterfugio, segreto, o paura di affrontare con libertà i propri sentimenti per limitarsi invece a viverli incessantemente come un inaspettato quanto dirompente nubifragio. Anche le canzoni indiane sono, come spesso accade nei film di questo genere, molto coinvolgenti e permettono allo spettatore di fondersi perfettamente con le atmosfere del film. Vinse in maniera discussa il Leone d’Oro a Venezia nel 2001 ; io credo che tuttavia considerata l’epoca e l’imminente scoppio della notorietà in Italia del cinema Bollywoodiano sia stato più che meritato.

( Una delle danze tipicamente Hindi in onore del matrimonio )


(Il romantico quanto improvvisato matrimonio tra 
il direttore del catering e la Governante)

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