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Archive for the ‘1945’ Category

– Roma Città Aperta – 1945 – ♥♥♥♥♥ –

di

Roberto Rossellini 

Sono rari i film italiani storici che possono realmente definirsi nostri, come vissuto, come protagonisti, come realtà. Il neorealismo cinematografico ci ha regalato in questo film di Rossellini un film che è saldamente legato al nostro passato di guerra. In una Roma schiacciata dai rastrellamenti effettuati dalle SS naziste , soffocata dalla scarsità di cibo si diramano le tragiche e dolorose storie di una popolana ( Anna Magnani ) che aspetta il suo giorno di nozze, di un ingegnere comunista e di un sacerdote ( Aldo Fabrizi) che in nome della libertà aiuta un partigiano. Rossellini attraverso una regia pienamente neorealista, volta a riprendere con fedeltà il dramma del momento regala un capolavoro che ci permette di serbare a memoria un tragico momento storico della nostra Italia. In anni come quelli di adesso, nei quali spesso sembra si sia smarrita la memoria per quei tragici fatti e per la tirannia mussoliniana, questo film ci permette in qualsiasi momento di assaggiarne la crudeltà. Definito molte volte eccessivamente lirico o semplicistico, a mio giudizio, Roma Città Aperta restituisce, guardandolo, quel senso emozionale e semplice di guardare le cose, quel senso di immedesimazione che molto spesso  uno spettatore, guardando un film, dovrebbe percepire. Perchè è semplicemente la cruda realtà di fatti, senza compromessi o senza inutili fronzoli simbolici. Rossellini infatti utilizza una regia essenziale e location vere fatte di vere case, di persone reali e persino di una sceneggiatura estremamente fedele al linguaggio del tempo. Parecchie sono le sequenze memorabili di questo film da quella storica nella quale Anna Magnani rincorre il suo uomo in procinto di essere arrestato, andando incontro tragicamente solo alla sua morte, alla scena finale interpretata da Aldo Fabrizi che muore fucilato all’alba salutando con un fischio i suoi bambini dell’ oratorio della chiesa. Scene che possono solo regalare brividi freddi lungo la schiena tipici delle emozioni vere. Roma Città Aperta è anche questo: un ponte perfetto tra la realtà e le emozioni. Il personaggio del sacerdote interpretato magistralmente da Aldo Fabrizi è il vero fulcro dell’ epopea. E’ un sacerdote che nutre un’ immensa fede in Dio e per il quale l’aiuto verso i bisognosi è posto innanzi a ogni tipo di ricatto o compromesso offertogli dai nazisti. E’ il simbolo di quella fede religiosa, oggi rara, oggi perduta o spesso travisata in noi figli del “Dio è Morto” di Guccini. Quello stesso Dio che il Don Pietro di Fabrizi impreca e maledice ad alta voce dopo aver assistito impotente a quanto un uomo possa manifestare la sua crudeltà nei confronti dei suoi simili. E se oggi, è vero, certe cose ci possono sembrare distanti, almeno nella nostra Italia, e forse apparentemente, credo vada ogni tanto lasciato spazio al ricordo di una ferita lacerante di cui la nostra storia si è macchiata e della quale questo capolavoro di Rossellini ce ne regala un lucido  affresco.

Anna Magnani

( La  memorabile tragica corsa  di Anna Magnani)
Bambini
( L' estremo saluto dei bambini dell' oratorio a don Pietro)
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