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Archive for luglio 2011

– Il Ragazzo con la bicicletta – 2011 – ♥♥♥♥ –

di

Jean Pierre e Luc Dardenne

Sembra essere questo Il Ragazzo con la bicicletta un perfetto film che segue perfettamente la linea cinematografica tracciata dai fratelli Dardenne e che vede ne Il Matrimonio di Lorna il passo precedente. E’ infatti la ricerca affettiva a fare ancora da protagonista in questo ultimo racconto dei fratelli  francesi. Sarà infatti la ricerca di affetto che spingerà il giovane protagonista Cyril (Jèrèmie Renier) a compiere scelte senza speranza ( la disperata e continua ricerca di un padre anaffettivo) o scelte pericolose (quella di seguire la compagnia di un giovane spacciatore di quartiere). Un film molto geometrico che delinea le tappe di questo momento di vita del giovane Cyril anche grazie a una colonna sonora, che è per tutto il film totalmente assente e che si fa sentire solamente quattro volte per delineare i punti di confini esperienziali di questa sua parentesi di esistenza. La fotografia lascia senza parole e seguendo i toni registici moderati dei due registi mescola tonalità calde ed estive a i toni freddi e bluastri delle sequenze girate in notturna. La sceneggiatura è ben costruita e ha come motore portante la dinamica tanto cara ai registi del mondo infantile che non si assoggetta a quello degli adulti e che cerca sempre una via di fuga o un’ alternativa per combatterlo a suo modo. Il vuoto affettivo del giovane Cyril sembra non trovare alcun tipo di contatto con la sua realtà e viene vissuto in maniera ostinata e a senso unico. Dovrà essere lui da solo ad arrivare alla consapevolezza di un padre incapace di ricambiare il suo desiderio di affetto. Funziona più che mai la prospettiva utilizzata dai  fratelli francesi per mostrare allo spettatore le vicende. Esse infatti ci vengono narrate interamente secondo le emozioni del giovane bambino, tralasciandoci i momenti di vita superflui (come le settimane trascorse in istituto da Cyril). I lunghi salti temporali, che possono apparire a prima vista dei vuoti, sono in realtà una scelta che si dimostra più che mai valida ai fini di coinvolgere lo spettatore nel filone portante della storia. Così come non è dato sapere allo spettatore il perchè Samantha (Cècile de France) decida di farsi carico improvvisamente del bambino conosciuto per caso in uno studio medico. Ciò che infatti preme maggiormente è delineare il mondo interiore emotivo ed affettivo dei due protagonisti, entrambi in lotta con due differenti tipi di solitudine. Ma entrambi, dopo un necessario percorso personale, saranno capaci di  donare reciprocamente il loro mondo interiore e interamente sè stessi. Una cosa che nel mondo occidentale contemporaneo sembra essere sempre più difficile e meno comune e che i Fratelli Dardenne, con questo loro film, sembrano volerne fare perfettamente un perfetto allegorico quanto mai attuale.

( La ricerca di un padre anaffettivo)
 
( Ricerca affettiva rischiosa)
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