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Archive for 12 febbraio 2009

– Inland Empire – 2006 – ♥♥♥♥♥ –

di

David Lynch

Ok il cinema moderno nasce da qui. L’estetica del cinema approda qui. Arriva fino a questo capolavoro “Lynchiano” e si ferma nei labirinti della sua arte visiva, nei corridoi della mente di questo straordinario artista e tocca qualcosa dentro di noi. E anche se non sappiamo dire cosa, lo fa e ci resta in maniera indelebile che sia positivamente o negativamente. Questo è Lynch secondo me, un artista che vuole scioccare, che vuole colpire lo spettatore con bombardamenti di suoni e di immagini fino a farlo arrendere, impotente, all’estetica della sua arte visiva. E Inland Empire ne è il compimento, l’opera suprema di questo straordinario artista, che ha già ampiamente dimostrato la sua arte visionaria nelle sue precedenti opere ( EraserHead,Strade Perdute, Velluto Blu, Mulholland Drive). Lynch stesso ha dichiarato che con questo film intendeva fare un tributo al mondo di Hollywood. Infatti il film si apre con una luce che squarcia lo schermo nero, illuminandone il titolo quasi come fosse un mega cartellone pubblicitario di un un opera cinematografica (Hollywoodiana appunto). E proprio in barba agli schemi di quel mondo decide di girare la sua di opera tutta attraverso un mezzo digitale che visivamente risulta sporco e di qualità imperfetta. Ma nonostante questo riesce a trasmettere un impatto visivo che spesso l’utilizzo della pellicola non ci comunica. Laura Dern, ormai pupilla indiscussa di Lynch, ne è la protagonista nominale. Ma sarebbe più appropriato dire che i veri protagonisti di questo film sono i pensieri e i labirinti tortuosi della  mente della stessa protagonista, Nikki Grace che nella trama del film (che c’è al contrario di quello che molti sostengono!) è alle prese con una nuova produzione cinematografiche della quale ne è la protagonista insieme a Devon Berk (Justin Teroux). Inland Empire è un film per chi Lynch lo ama e lo segue da tempo, non è di certo il primo film che uno spettatore “digiuno” ancora del suo mondo può “gustare” come suo primo “pasto”. Introduce infatti “libere citazioni” da suoi precedenti lavori come la sua sit- com Rabbits o la serie tv Twin Peaks ( l’attrice madre di Laura Palmer che in una discussione con la Dern  le chiede “Is there a murder in your film?” citando il noto omicidio di Laura Palmer nella appunto famosa sua serie degli anni ’80). Il tutto per condurci all’interno della sua particolarissima navicella surreale e lungo un viaggio di tre ore attraverso quelli che possono essere i pensieri o i sogni tormentati di una donna, di una moglie, di un’ attrice. Buon Viaggio!

( A woman in Trouble)
(Rabbits of Lynch)

Pubblicato su Cineocchio

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