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Archive for 5 febbraio 2009

– La Felicità porta Fortuna – 2008 – ♥♥♥♥ e 1\2 –

di

Mike Leigh

C’è chi la definirà una rompipalle. C’è chi potrà definirla malata, surreale o tormentata. Per me Poppy, la protagonista di questo film, è invece un personaggio speciale, straordinariamente positivo, solare, amante della vita, sognatrice ma allo stesso tempo dannatamente a suo modo realista. In poche parole Fortunata. Ed ecco allora che una realtà londinese grigia fatta di gente triste o irascibile, quando si trova a confrontarsi con un personaggio come quello di Poppy può cadere in questo tipo di contraddizione. La felicità porta fortuna è anche un film sulla società odierna fatta di realismo, ormai fin troppo materialista che ci ha portato ad essere rigidi e duri sia verso noi stessi che verso gli altri, assumendo anche un severo e spesso negativo criterio di analisi degli avvenimenti del nostro quotidiano. Ed è appunto questo realismo “malato” della nostra società che è contrapposto a quello di Poppy, che pur sempre con i piedi per terra prende la vita con ottimismo sorridendo e scherzando su ogni parola detta o ogni cosa che fa. Straordinaria Sally Hawkins che con ogni espressione del viso caratterizza e tira fuori questo straordinario personaggio che va al di là di quello che le comuni personi sono abituate a vivere e si lascia andare alla vita in un modo estremamente raro. Questo film mostra vari aspetti della vita come quelli tristi di chi è costretto a vivere una vita sotto le restrizioni imposte dai familiari (come il cognato o il suo alunno), quelli di chi sfoga le proprie frustrazioni attraverso l’egocentrismo “intellettuale” o “artistico” (l’insegnate di flamenco), chi è disperato o reietto della società ( il barbone), o infine chi nutre un profondo e radicato malessere verso la società e vive con sofferenza e estremo astio tutta la propria vita (l’istruttore di guida). E’ proprio in questa selva di personaggi che Poppy vive la sua vità cercando di trasmettere la sua armonia e pace interiore a suo modo a tutte queste persone. Ed è proprio non arrendendosi mai nel manifestare e vivere questo suo modo di essere che si cerca la propria fortuna e che riescce ad ottenere piccole soddisfazioni da ogni avvenimento bello o brutto che le accade. Un film sincero, filosofico e da capire fino alla sua fonte. Una fonte alla quale, una volta aver attinto, si può scoprire di essere le persone più fortunate anche in mezzo ad un oceano di insoddisfazioni.

(Poppy cerca di tramettere la sua verve 
ad un burbero istruttore di guida)
( Poppy a Flamenco)
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– 8 Donne e un Mistero – 2002 – ♥ e 1\2 –

di

François Ozon

Senza dubbio le attrici francesi presenti in questo film rappresentano tre generazioni recitative francesi (dai 18 agli 85 anni). Senza dubbio le critiche acclamano questo film per la riuscita, a loro parere, fusione tra la “finzione” del teatro e la realtà che il cinema invece attua sugli schermi. In me ha suscitato non poche perplessità invece . 8 Donne e un mistero nasce da un opera teatrale di Robert Thomas che narra la storia di 8 donne che si ritrovano isolate in una casa durante il periodo natalizio e sono testimoni dell’assassinio dell’unico uomo della casa. Rimanendo fedele ai ritmi teatrali viene portata sugli schermi cinematografici da Ozon avvalendosi delle straordinarie capacità di otto grandi attrici francesi. E a questo senza dubbio ne rendo atto. Sicuramente tutte le attrici sono a mio parere l’unico evidente punto di forza di questo film, ma il resto invece fa cadere il tutto nella noia. I dialoghi palesemente teatrali portati sugli schermi cinematografici risultano evidentemente noiosi riuscendo a oscurare anche quelle doti che la Deneuve e compagne non esitano di certo a dimostrarci. E se di certo la Deneuve e la Ardant ci riservano un bacio appassionato da storia del cinema , tutto questo poi viene “distrutto” dagli intermezzi musicali che ognuna delle attrici canta . Si forse ammetto che non sono abbastanza entrato nei ritmi lenti e un pò teatrali che questo film impone. A metà tra un Giallo alla Agatha Christie, un buon testo teatrale alla Pirandello e una commedia anni ’50 di Hollywood. Sicuramente c’è chi lo apprezzerà. Io ho apprezzato esclusivamente le attrici. Per il resto sono caduto anche io vittima del mistero dello sbadiglio.

( Le due più piccole del cast )

( Primedonne di scena)

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