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	<title>Acquitrini Cinematografici</title>
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		<title>Acquitrini Cinematografici</title>
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		<title>La Difficoltà delle relazioni umane</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 11:03:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dylandave</dc:creator>
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		<description><![CDATA[- A Dangerous Method &#8211; 2011 - ♥♥♥ - di David Cronenberg L&#8217; ultimo film di Cronenberg utilizza la storia di un giovane e brillante Carl Gustav Jung e del suo legame pericoloso con la sua paziente Sabina Spielrein per indagare le relazioni umane, fatte di ambiguità, fraintendimenti e di emozioni inespresse. Utilizzando un soggetto non [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dylandave.wordpress.com&amp;blog=4909579&amp;post=3517&amp;subd=dylandave&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" title="Locandina di A Dangerous Method" src="http://pad.mymovies.it/filmclub/2010/01/012/locandina.jpg" alt="" width="294" height="420" /></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#333300;"><strong>- A Dangerous Method &#8211; 2011 - ♥♥♥ -</strong></span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#333300;"><strong>di</strong></span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#333300;"><strong>David Cronenberg</strong></span></p>
<p style="text-align:left;">L&#8217; ultimo film di <em>Cronenberg</em> utilizza la storia di un giovane e brillante <em>Carl Gustav Jung</em> e del suo legame pericoloso con la sua paziente<em> Sabina Spielrein</em> per indagare le relazioni umane, fatte di ambiguità, fraintendimenti e di emozioni inespresse. Utilizzando un soggetto non suo e meno visionario e labirintico di quelli che contraddistinguevano i suoi film negli anni &#8217;80, indaga questa volta i meandri della psiche e come questa influenzi poi i comportamenti e le relazioni. <strong>A Dangeroud Method</strong>, è un film che invita i suoi spettatori a riflettere sul desiderio insito nell&#8217; essere umano di dominare e plasmare a proprio piacimento l&#8217; altro. Da questo desiderio, poichè i soggetti coinvolti avranno tutti quanti delle forti personalità, non potrà che venir fuori uno scontro che li porterà alla distruzione dei loro rapporti interpersonali. Le recitazioni dei tre attori protagonisti sono forse ciò che maggiormente spicca nel film di <em>Cronenberg</em>, dove, anche un <em>Viggo Mortensen</em> che visivamente forse poco può far rammentare l&#8217; icona mentale di <em>Freud</em>, poi nella sua recitazione sarà in grado di trasmettere la rigidità e la fermezza del padre storico della psicoanalisi. Ben trapela la sensazione di quel tipo di società che reprime gli istinti dell&#8217; essere umano, di qualunque genere esse siano. L&#8217; unico personaggio esente da questa dinamica è <em>Otto Gross</em>, interpretato convincentemente da <em>Vincent Cassel</em>, che si lascia andare ai suoi istinti e pulsioni, senza porvi freni alcuni. Eccetto lui l&#8217; intero film è focalizzato sulle parole e  i dialoghi che sono forse il nodo focale della psicoanalisi. Attraverso i dialoghi <em>Cronenberg</em> vuole introdurre lo spettatore all&#8217; interno di ciò che la cura della psicoanalisi si prefigge come scopo: curare l&#8217; inconscio malato attraverso le parole. Quelle parole che permetteranno al nostro inconscio malato di astrarci da lui fino a focalizzare autonomamente il problema. Problema però che una volta focalizzato finirà per distruggere definitivamente le relazioni tra i tre, perchè non è di sole parole e analisi che si possono risolvere i problemi.<em> Cronenberg</em> evidenzia, forse in maniera sceneggiativamente un po&#8217; ridondante e noiosa quelli che sono stati i pregi e i fallimenti della psicoanalisi. Da spettatori assistiamo a un film che ne esplica interamente questo processo e che alla fine può lasciarci svuotati, insoddisfatti e incompleti. Alla superficie il film è patinato e anche la ricostruzione degli ambienti e dei costumi risulta meticolosa e attenta. Il risultato è un pò quello che la psicoanalisi per più di mezzo secolo ha fatto quello di ottenebrarci con parole e parole, lasciando poco spazio al demone delle pulsioni che abbiamo dentro reprimendolo e lasciandolo spesso inespresso. Un film che può annoiare ma che sicuramente è una lucida manifestazione di un regista che anche questa volta non sbaglia il suo colpo. Lo si vede dalla direzione degli attori. Perfetta.</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://images.movieplayer.it/2011/09/01/dangerous-method-vincent-cassel-nel-film-di-cronenberg-con-sarah-gadon-213096.jpg" alt="" width="417" height="259" /></p>
<pre style="text-align:center;"><em>(Lasciarsi andare alle pulsioni)</em></pre>
<pre style="text-align:center;"><em><img class="aligncenter" src="http://images.movieplayer.it/2011/09/27/viggo-mortensen-in-a-dangerous-method-di-cronenberg-216177.jpg" alt="" width="442" height="332" /> </em></pre>
<pre style="text-align:center;"><em>( I Rapporti epistolari tra Freud e Jung)</em></pre>
<br />Filed under: <a href='http://dylandave.wordpress.com/category/2011/'>2011</a>, <a href='http://dylandave.wordpress.com/category/drammatico/'>Drammatico</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/dylandave.wordpress.com/3517/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/dylandave.wordpress.com/3517/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/dylandave.wordpress.com/3517/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/dylandave.wordpress.com/3517/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/dylandave.wordpress.com/3517/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/dylandave.wordpress.com/3517/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/dylandave.wordpress.com/3517/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/dylandave.wordpress.com/3517/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/dylandave.wordpress.com/3517/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/dylandave.wordpress.com/3517/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/dylandave.wordpress.com/3517/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/dylandave.wordpress.com/3517/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/dylandave.wordpress.com/3517/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/dylandave.wordpress.com/3517/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dylandave.wordpress.com&amp;blog=4909579&amp;post=3517&amp;subd=dylandave&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Locandina di A Dangerous Method</media:title>
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		<item>
		<title>Una dichiarazione d&#8217; amore per il cinema targato anni &#8217;80</title>
		<link>http://dylandave.wordpress.com/2011/10/12/una-dichiarazione-d-amore-per-il-cinema-targato-anni-80/</link>
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		<pubDate>Wed, 12 Oct 2011 11:24:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dylandave</dc:creator>
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		<description><![CDATA[- Super 8 &#8211; 2011 - ♥♥♥ - di J.J. Abrams Alla fine degli anni settanta e a Hollywood nacque un genere cinematografico che fù destinato a raggiungere il suo apice durante gli anni &#8217;80: quello dei blockbuster fantascientifici. Erano gli anni di George Lucas e il suo Guerre Stellari. Erano gli anni di Steven Spielberg [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dylandave.wordpress.com&amp;blog=4909579&amp;post=3508&amp;subd=dylandave&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://pad.mymovies.it/filmclub/2010/05/025/locandina.jpg" alt="" width="294" height="422" /></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#333300;"><strong>- Super 8 &#8211; 2011 - ♥♥♥ -</strong></span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#333300;"><strong>di</strong></span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#333300;"><strong>J.J. Abrams</strong></span></p>
<p style="text-align:left;">Alla fine degli anni settanta e a Hollywood nacque un genere cinematografico che fù destinato a raggiungere il suo apice durante gli anni &#8217;80: quello dei blockbuster fantascientifici. Erano gli anni di <em>George Lucas</em> e il suo<em> Guerre Stellari</em>. Erano gli anni di <em>Steven Spielberg</em> con <em>Lo Squalo</em> e dopo con <em>Incontri ravvicinati del terzo tipo ed ET</em>. Furono gli anni in cui il Cinema sofisticato che si era ben radicato durante gli anni Settanta ricevette un duro colpo dalla concezione di Cinema come intrattenimento puro, effetti speciali e storie semplici ma emozionanti. Furono gli anni in cui i ragazzi con problemi con i genitori, che scappavano in bicicletta e che erano ostinati a seguire i loro sogni e le loro avventure erano i veri protagonisti dei film. <em>J. J. Abrams</em> con questo film decide di partire da questi elementi tipicamente Spielberghiani, senza però abbandonare il suo stile e la sua passione per il mistero e per i mostri indefiniti. In <strong>Super 8</strong> infatti i protagonisti avranno a che fare con una creatura aliena, ma mai la macchina da presa indugerà troppo sul suo &#8220;mostro&#8221; lasciando allo spettatore quella paura mista a mistero su come realmente sia l&#8217; identità della creatura. E&#8217; questo ciò che ben contraddistingue <strong>Super 8</strong> dai film di <em>Spielberg,</em> e cioè il fatto che è ben evidente che l&#8217; occhio con cui sono trattati gli stessi temi e argomenti è quello personale del creatore di <em>Lost , Cloverfield o Fringe</em>. Oltre alle citazioni che sono ben evidenti il regista è in grado di formare un ottimo ensemble di giovani attori tra i quali spicca la giovanissima sorella di <em>Dakota Fanning (Elle Fanning</em>), che come a suo tempo fece una giovanissima <em>Drew Barrimore </em>in<em> E.T</em>. è capace di regalare momenti di straordinaria espressività. Ecco quindi che ciò che andremo a vedere in questo film saranno le solite famiglie tradizionaliste americane, fatte di lavoratori e i soliti ragazzini che attraversano un periodo importante della loro crescita diviso tra grandi sogni e spirito di coraggio e amicizia. E ovviamente loro rappresentano i buoni e verranno contrapposti ai tipici cattivi anni &#8217;80 , quelli rappresentati da forze governative, militari o dell&#8217; industria e che vedono nel progresso e nella tecnologia l&#8217; unica via per il futuro. Tutto questo ovviamente andrà contro lo spirito rurale e affettivo delle semplici famiglie. Il film di <em>J. J. Abrams</em> è come se fosse diviso in due parti. La prima è maggiormente avvolta nel mistero e si limita ad esporre in toni un pò da dejavù in stile anni &#8217;80 , mentre nella seconda si libera di più quello spirito un po&#8217; fracassone del blockbuster , contraddistinto da effetti speciali, inseguimenti ed esplosioni. E&#8217; un pò come se il regista abbia voluto comunicarci una rottura con quel tipo di cinema un po&#8217; magico e racconta storie. Come a voler sottolineare che oggi i blockbuster, i film americani che riempiono i botteghini, più che raccontare storie preferiscono stupire i loro spettatori con effetti speciali fracassoni e rumorosi.</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://images.movieplayer.it/2011/09/08/super-8-gabriel-bosso-ryan-lee-joel-courtney-e-riley-griffiths-in-una-scena-214059.jpg" alt="" width="454" height="292" /></p>
<pre style="text-align:center;"><em>(Come i Goonies)</em></pre>
<pre style="text-align:center;"><em><img class="aligncenter" src="http://images.movieplayer.it/2011/04/23/ancora-un-immagine-di-elle-fanning-e-dei-suoi-piccoli-amici-cineasti-in-super-8-200892.jpg" alt="" width="454" height="303" /> </em></pre>
<pre style="text-align:center;"><em>( Il Cinema protagonista)</em></pre>
<br />Filed under: <a href='http://dylandave.wordpress.com/category/2011/'>2011</a>, <a href='http://dylandave.wordpress.com/category/fantascienza/'>Fantascienza</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/dylandave.wordpress.com/3508/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/dylandave.wordpress.com/3508/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/dylandave.wordpress.com/3508/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/dylandave.wordpress.com/3508/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/dylandave.wordpress.com/3508/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/dylandave.wordpress.com/3508/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/dylandave.wordpress.com/3508/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/dylandave.wordpress.com/3508/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/dylandave.wordpress.com/3508/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/dylandave.wordpress.com/3508/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/dylandave.wordpress.com/3508/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/dylandave.wordpress.com/3508/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/dylandave.wordpress.com/3508/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/dylandave.wordpress.com/3508/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dylandave.wordpress.com&amp;blog=4909579&amp;post=3508&amp;subd=dylandave&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>La Legge del mare contro la Legge dello Stato</title>
		<link>http://dylandave.wordpress.com/2011/09/29/la-legge-del-mare-contro-la-legge-dello-stato/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 12:43:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[- Terraferma &#8211; 2011 - ♥♥♥♥ e 1\2 - di Emanuele Crialese L&#8217; ultimo film di Emanuele Crialese è ambientato in un&#8217; isoletta sperduta del Mediterraneo, della quale volutamente non si cita il nome, ma che chi conosce quei luoghi riconoscerà come Linosa. In quest&#8217; isola dimenticata anche dalla moderna geografia il mare sembra essere l&#8217; [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dylandave.wordpress.com&amp;blog=4909579&amp;post=3498&amp;subd=dylandave&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://pad.mymovies.it/filmclub/2010/04/213/locandina.jpg" alt="" width="294" height="419" /></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#333300;"><strong>- Terraferma &#8211; 2011 - ♥♥♥♥ e 1\2 -</strong></span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#333300;"><strong>di</strong></span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#333300;"><strong>Emanuele Crialese</strong></span></p>
<p style="text-align:left;">L&#8217; ultimo film di <em>Emanuele Crialese</em> è ambientato in un&#8217; isoletta sperduta del Mediterraneo, della quale volutamente non si cita il nome, ma che chi conosce quei luoghi riconoscerà come Linosa. In quest&#8217; isola dimenticata anche dalla moderna geografia il mare sembra essere l&#8217; unico vero deus ex machina. E&#8217; mezzo di sostentamento per la comunità di pescatori locali ma è anche portatore di novità e di ricchezze per chi ne sfrutta il turismo derivante dalle bellezze dei suoi fondali. Due generazioni a confronto fin dai primi minuti del film sono evidenziati da <em>Crialese</em>, quella dei figli che sfruttano il turismo e sono attratti dai lussi dei turisti e quella degli anziani pescatori che vogliono mantenere intatte le usanze e le tradizioni isolane. In mezzo a queste due ci stanno i giovani, con i loro dubbi e le loro continue incertezze; in perenne bilico tra questi due stili di vita, rappresentati dal ventenne Filippo. Filippo non sa ancora che decisione prendere in merito alla sua vita, orfano di padre, inghiottito anche lui misteriosamente dal mare, si ritrova a lottare tra le contraddizioni dei suoi coetanei e ciò che i suoi parenti gli propongono come alternativa di vita. Poi c&#8217;è Giulietta (<em>Donatella Finocchiaro</em>), giovane vedova e madre, che nasconde i propri ricordi e la sua casa affittandoli ai turisti, combattuta tra la volontà di un futuro migliore per suo figlio e la sua insoddisfazione personale. Ma sicuramente uno dei protagonisti indiscussi di <strong>Terraferma</strong> è il mare. Proprio da quel mare, che unisce e separa, arriveranno dalle coste dell&#8217; Africa, a bordo di imbarcazioni fatiscenti, molti disperati e saranno costretti a scontrarsi con le leggi isolane, sia quelle della terra che quelle del mare. Lo stile con cui <em>Crialese</em> analizza la situazione degli immigrati, ormai diventata attualità, è mista da lirismo, poesia e anche ironia. Il regista di origine siciliana alterna questi suoi stili bombardando lo spettatore con questo suo continuo cambio di registro emotivo con il risultato di coinvolgerlo intensamente con ogni singolo momento del film. Si respirano di conseguenza toni neorealisti in <strong>Terraferma</strong> in molti dei dialoghi tra i pescatori o tra gli stessi familiari protagonisti del film. Il dramma dell&#8217; immigrazione si respira intensamente in tutto il film raggiungendo anche picchi quasi horror, come nell&#8217; assalto notturno dei clandestini all&#8217; imbarcazione del giovane Filippo. In quell&#8217; istante il film sembra tramutarsi in un film horror e i clandestini tramutarsi in poco più di zombie spinti però non dall&#8217; odore della carne umana quanto dalla speranza di salvezza. E quindi ecco emergere la contraddizione e il fraintendimento  che spesso vi è quando si discute di immigrazione: quella di percepire quella che per loro (i clandestini) è una richiesta di speranza come una vera e propria minaccia per la nostra terra. Un percorso quello della sensibilizzazione all&#8217; immigrazione che <em>Crialese</em> affronta come se fosse un lungo viaggio interiore ed emotive che conduce ad un finale nuovo e rischioso ma che al suo interno racchiude tutta la potenza di una nuova sfida che non può che condurre alla crescita individuale e collettiva.</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://images.movieplayer.it/2011/09/06/terraferma-mimmo-cuticchio-e-un-pescatore-nel-film-di-crialese-213679.jpg" alt="" width="480" height="267" /></p>
<pre style="text-align:center;"><em>(Fedele alla legge del mare)</em></pre>
<pre style="text-align:center;"><em><img class="aligncenter" src="http://images.movieplayer.it/2011/09/06/terraferma-beppe-fiorello-con-filippo-pucillo-tra-i-ragazzi-in-una-scena-213675.jpg" alt="" width="480" height="320" /> </em></pre>
<pre style="text-align:center;"><em>(Fedele alla legge dei soldi e del turismo)</em></pre>
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		<title>I Sogni proibiti della Lega Nord</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Sep 2011 13:39:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[- Cose dell&#8217; Altro Mondo &#8211; 2011 - ♥♥ e 1\2 - di Francesco Patierno L&#8217; idea alla base dell&#8217; ultimo film di Francesco Patierno, Cose dell&#8217; altro Mondo, è sicuramente interessante e oltre ad essere una commedia farebbe subito pensare a un intreccio fantapolitico. In effetti l&#8217; idea di un Veneto , realmente &#8220;invaso&#8221; da [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dylandave.wordpress.com&amp;blog=4909579&amp;post=3490&amp;subd=dylandave&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" title="Locandina Cose dell' Altro Mondo" src="http://pad.mymovies.it/filmclub/2010/12/058/locandina.jpg" alt="" width="294" height="418" /></p>
<p style="text-align:center;"><strong>- Cose dell&#8217; Altro Mondo &#8211; 2011 - ♥♥ e 1\2 -</strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong>di</strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong>Francesco Patierno</strong></p>
<p style="text-align:left;">L&#8217; idea alla base dell&#8217; ultimo film di <em>Francesco Patierno</em>, <strong>Cose dell&#8217; altro Mondo</strong>, è sicuramente interessante e oltre ad essere una commedia farebbe subito pensare a un intreccio fantapolitico. In effetti l&#8217; idea di un Veneto , realmente &#8220;invaso&#8221; da immigrati che apportano forza lavoro e quindi produzione a una regione, non è molto distante dalla realtà. <em>Francesco Patierno</em> entra con il suo film in questa realtà mostrandoci come la ipotetica scomparsa della forza lavora data dagli extracomunitari al nostro Paese finirebbe per paralizzare il normale svolgimento della quotidianità. Ecco allora che senza spazzini o badanti, la sua visione dell&#8217; Italia è quella di strade invase dall&#8217; immondizia o di anziani in balia a loro stessi che vagano per le strade della città senza meta e senza alcuna assistenza. Questa allegoria sociale, della quale <em>Patierno</em> si fa portatore col suo film però non approfondisce il problema politico nazionale ma si limita solamente ad esternarne delle conseguenze superficiali e macchiettistiche. Il personaggio interpretato da <em>Diego Abatantuono</em> è poco più di uno stereotipo leghista, nordico e un pò sbruffone, ruolo che lo stesso attore in virtù del suo poliedrico passato non avrà avuto alcuna difficoltà ad interpretare. Anche il poliziotto romano un pò sfortunato e abbandonato dalla moglie, interpretato da <em>Valerio Mastandrea</em>, sembra non essere approfondito con sufficienza e viene decisamente salvato dalla bravura che lo stesso attore ha nell&#8217; interpretare questo genere di personaggio un pò maldestro. Il personaggio paradossalmente che sembra più efficace è quello del tassista, interpretato dal molto veneto <em>Vitaliano Trevisan</em>, che sa bene esprimere quell&#8217; ignoranza che spesso contraddistingue il nostro tessuto sociale razzista e che come unica via di sfogo ha spesso quello della violenza. <em>Valentina Lodovini</em>, al contrario, poco può fare di convincente nell&#8217; interpretare il suo ruolo da maestra di ideali progressisti, e  oltre a sfoderare il suo sorriso e la sua notevolissima bellezza in pratica non riesce a lasciare un marchio evidente alla narrazione. La fotografia del film risulta spesso piatta non apportando nessun tipo di originalità al film. Sicuramente il regista ha voluto attraverso la commedia indagare un fenomeno molto attuale come quello dell&#8217; immigrazione, ma il risultato è che nella sua commistione tra surreale e comico ne deriva uno sguardo un pò superficiale di quello che è questo importante problema nostrano. Anche il tema della gravidanza interrazziale finisce per diventare solamente un pretesto per l&#8217; esplicarsi della storia d&#8217; amore tra i due protagonisti interpretati da <em>Mastandrea</em> e dalla <em>Lodovini</em>, non indagandone mai a fondo la problematicità di integrazione. Non sono esenti alcune evidenti incertezze sul piano sceneggiativo, come la scena in cui Ariele (<em>Valerio Mastandrea</em>), appena dopo la tempesta notturna che fa scomparire gli immigrati, esce fuori di casa dapprima solo in biancheria intima; poi accorgendosi di ciò ritorna in casa, ma invece di prendere un qualsiasi paio di pantaloni (scelta che a quel punto sarebbe stata ovvia) , prende solo una vestaglia e torna fuori, pur sempre in mutande. Scelta che di certo strappa un sorriso nello spettatore, ma che risulta un pò poco credibile. Tipico esempio, questo film, di buona idea, ma non sviluppata in pieno.</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://images.movieplayer.it/2011/08/30/abatantuono-interpreta-golfetto-in-cose-dell-altro-mondo-di-francesco-patierno-212894.jpg" alt="" width="480" height="320" /></p>
<pre style="text-align:center;"><em>( Un Abatantuono macchiettistico e razzista)</em></pre>
<pre style="text-align:center;"><em><img class="aligncenter" src="http://images.movieplayer.it/2011/08/30/cose-dell-altro-mondo-valerio-mastandrea-in-una-sequenza-del-film-di-francesco-patierno-212878.jpg" alt="" width="480" height="335" /> </em></pre>
<pre style="text-align:center;"><em>( In Vestaglia per strada...)</em></pre>
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			<media:title type="html">Locandina Cose dell' Altro Mondo</media:title>
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		<title>Il Bisogno d&#8217; affetto ha molte strade</title>
		<link>http://dylandave.wordpress.com/2011/07/17/il-bisogno-d-affetto-ha-molte-strade/</link>
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		<pubDate>Sun, 17 Jul 2011 15:24:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dylandave</dc:creator>
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		<description><![CDATA[- Il Ragazzo con la bicicletta &#8211; 2011 - ♥♥♥♥ - di Jean Pierre e Luc Dardenne Sembra essere questo Il Ragazzo con la bicicletta un perfetto film che segue perfettamente la linea cinematografica tracciata dai fratelli Dardenne e che vede ne Il Matrimonio di Lorna il passo precedente. E&#8217; infatti la ricerca affettiva a fare [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dylandave.wordpress.com&amp;blog=4909579&amp;post=3471&amp;subd=dylandave&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://pad.mymovies.it/filmclub/2011/03/017/locandina.jpg" alt="" width="294" height="420" /></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#333300;"><strong>- Il Ragazzo con la bicicletta &#8211; 2011 - ♥♥♥♥ -</strong></span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#333300;"><strong>di</strong></span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#333300;"><strong>Jean Pierre e Luc Dardenne</strong></span></p>
<p style="text-align:left;">Sembra essere questo <strong>Il Ragazzo con la bicicletta</strong> un perfetto film che segue perfettamente la linea cinematografica tracciata dai fratelli <em>Dardenne</em> e che vede ne <em>Il Matrimonio di Lorna</em> il passo precedente. E&#8217; infatti la ricerca affettiva a fare ancora da protagonista in questo ultimo racconto dei fratelli  francesi. Sarà infatti la ricerca di affetto che spingerà il giovane protagonista Cyril (<em>Jèrèmie Renier</em>) a compiere scelte senza speranza ( la disperata e continua ricerca di un padre anaffettivo) o scelte pericolose (quella di seguire la compagnia di un giovane spacciatore di quartiere). Un film molto geometrico che delinea le tappe di questo momento di vita del giovane Cyril anche grazie a una colonna sonora, che è per tutto il film totalmente assente e che si fa sentire solamente quattro volte per delineare i punti di confini esperienziali di questa sua parentesi di esistenza. La fotografia lascia senza parole e seguendo i toni registici moderati dei due registi mescola tonalità calde ed estive a i toni freddi e bluastri delle sequenze girate in notturna. La sceneggiatura è ben costruita e ha come motore portante la dinamica tanto cara ai registi del mondo infantile che non si assoggetta a quello degli adulti e che cerca sempre una via di fuga o un&#8217; alternativa per combatterlo a suo modo. Il vuoto affettivo del giovane Cyril sembra non trovare alcun tipo di contatto con la sua realtà e viene vissuto in maniera ostinata e a senso unico. Dovrà essere lui da solo ad arrivare alla consapevolezza di un padre incapace di ricambiare il suo desiderio di affetto. Funziona più che mai la prospettiva utilizzata dai  fratelli francesi per mostrare allo spettatore le vicende. Esse infatti ci vengono narrate interamente secondo le emozioni del giovane bambino, tralasciandoci i momenti di vita superflui (come le settimane trascorse in istituto da Cyril). I lunghi salti temporali, che possono apparire a prima vista dei vuoti, sono in realtà una scelta che si dimostra più che mai valida ai fini di coinvolgere lo spettatore nel filone portante della storia. Così come non è dato sapere allo spettatore il perchè Samantha (<em>Cècile de France</em>) decida di farsi carico improvvisamente del bambino conosciuto per caso in uno studio medico. Ciò che infatti preme maggiormente è delineare il mondo interiore emotivo ed affettivo dei due protagonisti, entrambi in lotta con due differenti tipi di solitudine. Ma entrambi, dopo un necessario percorso personale, saranno capaci di  donare reciprocamente il loro mondo interiore e interamente sè stessi. Una cosa che nel mondo occidentale contemporaneo sembra essere sempre più difficile e meno comune e che i Fratelli <em>Dardenne,</em> con questo loro film, sembrano volerne fare perfettamente un perfetto allegorico quanto mai attuale.</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://images.movieplayer.it/2011/05/04/thomas-doret-con-jeremie-renier-ne-il-ragazzo-con-la-bicicletta-dei-fratelli-dardenne-202134.jpg" alt="" width="480" height="319" /></p>
<pre style="text-align:center;"><em>( La ricerca di un padre anaffettivo)</em></pre>
<pre style="text-align:center;"><em><img class="aligncenter" src="http://images.movieplayer.it/2011/05/04/thomas-doret-ne-il-ragazzo-con-la-bicicletta-dei-registi-dardenne-202135.jpg" alt="" width="480" height="319" /> </em></pre>
<pre style="text-align:center;"><em>( Ricerca affettiva rischiosa)</em></pre>
<br />Filed under: <a href='http://dylandave.wordpress.com/category/2011/'>2011</a>, <a href='http://dylandave.wordpress.com/category/drammatico/'>Drammatico</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/dylandave.wordpress.com/3471/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/dylandave.wordpress.com/3471/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/dylandave.wordpress.com/3471/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/dylandave.wordpress.com/3471/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/dylandave.wordpress.com/3471/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/dylandave.wordpress.com/3471/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/dylandave.wordpress.com/3471/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/dylandave.wordpress.com/3471/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/dylandave.wordpress.com/3471/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/dylandave.wordpress.com/3471/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/dylandave.wordpress.com/3471/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/dylandave.wordpress.com/3471/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/dylandave.wordpress.com/3471/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/dylandave.wordpress.com/3471/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dylandave.wordpress.com&amp;blog=4909579&amp;post=3471&amp;subd=dylandave&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Una coltellata dritta dentro i nostri occhi</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Jun 2011 10:34:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[- La Promessa dell&#8217; Assassino &#8211; 2007 - ♥♥♥♥ e 1\2 - di David Cronenberg E&#8217; sempre un piacere poter constatare quando un regista ossessionato dai corpi, dalla carne e dal sangue come David Cronenberg, nonostante la linearità di questo suo lavoro, non perda la sua coerenza stilistica e il suo percorso autoriale personale. La Promessa [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dylandave.wordpress.com&amp;blog=4909579&amp;post=3454&amp;subd=dylandave&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://pad.mymovies.it/filmclub/2007/08/110/locandina.jpg" alt="" width="294" height="420" /></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#333300;"><strong>- La Promessa dell&#8217; Assassino &#8211; 2007 - ♥♥♥♥ e 1\2 -</strong></span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#333300;"><strong>di</strong></span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#333300;"><strong>David Cronenberg</strong></span></p>
<p style="text-align:left;">E&#8217; sempre un piacere poter constatare quando un regista ossessionato dai corpi, dalla carne e dal sangue come <em>David Cronenberg</em>, nonostante la linearità di questo suo lavoro, non perda la sua coerenza stilistica e il suo percorso autoriale personale. <strong>La Promessa dell&#8217; assassino</strong>, infatti, ci riporta a ciò che è una costante nei lavori di<em> Cronenberg</em> e cioè l&#8217; essenza stessa del male. Un Male sempre presente nella vita dell&#8217; uomo e che nonostante le resistenze riesce sempre a trovare una strada per esprimersi. Lo sguardo di analisi di <em>Cronenberg</em> è freddo e macabro come i corpi freddi dei cadaveri che vengono mostrati nel film. Rigidi pezzi di carne condannati da un&#8217; esistenza marchiata dai tatuaggi impressi nei loro corpi e che sono solo vittime del succedersi degli eventi. L&#8217; intero film scorre narrativamente come un fiume d&#8217; acqua freddo, infatti, circondato da atmosfere cupe e da un superbo tocco fotografico che è quasi sempre contraddistinto da tonalità nere e rosse. E&#8217; come se <em>Cronenberg</em> volesse con questo film comunicarci qualcosa di finale, come la morte. Ogni inquadratura o movimento di macchina è sempre distante dall&#8217; azione che si svolge, quasi a volerlo immortalare come in una fotografia finale. <em>Viggo Mortensen</em>, divenuto ormai l&#8217; attore feticcio del regista canadese, incarna perfettamente il suo personaggio trasfigurato nella manifestazione del male ma  di fatto rappresentazione stessa del Bene con tutte le controversie del caso. Nikolai (<em>Viggo Mortensen</em>) è marchiato interamente da simboli d&#8217; onore attraverso i suoi tatuaggi che gli impediscono di andare contro le regole basilari che la malavita talvolta richiede di praticare, come gli stupri, gli abusi o gli sfruttamenti. Diviene quindi il difensore di tutto questo e il suo rapporto\incontro con Anna (<em>Naomi Watts</em>) è proprio basato su questa sua consapevolezza. Lei sarà per lui il tramite, attraverso cui lui potrà manifestare il destino che il suo personaggio da tempo aveva già tatuato sul suo corpo. E&#8217; un percorso quello di Nikolai, forse salvifico, ma sicuramente verso il Bene e una sua rinascita. Ne funge da perfetta metafora la lotta interamente nudo nel bagno turco, molto cruenta e colma di suspense. Sarà durante questa sequenza che Nikolai dopo aver lottato finirà a terra sanguinante, ma vincitore, in posizione fetale , verso una nuova nascita. Per cento minuti <em>Cronenberg</em> crea un mondo dalle cupe atmosfere precarie e malavitose, nel quale i suoi personaggi e i suoi attori si muovono con lentezza e con la dovuta misura. Mai eccedendo nell&#8217; enfasi delle urla, ma mantenendo tutto come strozzato in gola , come ad un vero noir si domanda. E il finale seppur apparentemente rassicurante, attraverso un&#8217; inquadratura distante e che si interrompe improvvisamente non fa altro che comunicare allo spettatore l&#8217; incessante e incombente pericolo di una probabile minaccia esterna. Sempre probabilisticamente presente.</p>
<pre style="text-align:left;"><a href="http://dylandave.files.wordpress.com/2011/06/la-promessa-dellassassino-1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3457" title="la-promessa-dellassassino-1" src="http://dylandave.files.wordpress.com/2011/06/la-promessa-dellassassino-1.jpg?w=500&#038;h=305" alt="" width="500" height="305" /></a></pre>
<pre style="text-align:left;padding-left:210px;"><em>(Il Giudizio dei Tatuaggi)</em></pre>
<pre style="text-align:left;padding-left:210px;"></pre>
<pre style="text-align:left;"></pre>
<pre style="text-align:left;"><a href="http://dylandave.files.wordpress.com/2011/06/mortensen_cronenberg.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3458" title="mortensen_cronenberg" src="http://dylandave.files.wordpress.com/2011/06/mortensen_cronenberg.jpg?w=500" alt=""   /></a></pre>
<pre style="text-align:left;padding-left:180px;"><em>(Cronenberg istruisce Cassel )</em></pre>
<br />Filed under: <a href='http://dylandave.wordpress.com/category/2007/'>2007</a>, <a href='http://dylandave.wordpress.com/category/thriller/'>Thriller</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/dylandave.wordpress.com/3454/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/dylandave.wordpress.com/3454/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/dylandave.wordpress.com/3454/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/dylandave.wordpress.com/3454/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/dylandave.wordpress.com/3454/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/dylandave.wordpress.com/3454/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/dylandave.wordpress.com/3454/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/dylandave.wordpress.com/3454/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/dylandave.wordpress.com/3454/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/dylandave.wordpress.com/3454/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/dylandave.wordpress.com/3454/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/dylandave.wordpress.com/3454/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/dylandave.wordpress.com/3454/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/dylandave.wordpress.com/3454/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dylandave.wordpress.com&amp;blog=4909579&amp;post=3454&amp;subd=dylandave&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>La famiglia o la rivoluzione?</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jun 2011 12:07:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dylandave</dc:creator>
				<category><![CDATA[2011]]></category>
		<category><![CDATA[Drammatico]]></category>
		<category><![CDATA[Noir]]></category>
		<category><![CDATA[Storico]]></category>
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		<description><![CDATA[- Uomini senza Legge &#8211; 2011 - ♥♥ e 1\2 - di Rachid Bouchareb Uomini senza Legge ha sicuramente tutte le carte in regola per essere considerato un buon film. Ha la fotografia che è tipica dei film noir e che grazie alle sue tonalità cupe comunica allo spettatore quel senso di grigiore e difficoltà che [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dylandave.wordpress.com&amp;blog=4909579&amp;post=3445&amp;subd=dylandave&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://pad.mymovies.it/filmclub/2010/03/031/locandina.jpg" alt="" width="294" height="420" /></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#333300;"><strong>- Uomini senza Legge &#8211; 2011 - ♥♥ e 1\2 -</strong></span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#333300;"><strong>di</strong></span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#333300;"><strong>Rachid Bouchareb</strong></span></p>
<p style="text-align:left;"><strong>Uomini senza Legge</strong> ha sicuramente tutte le carte in regola per essere considerato un buon film. Ha la fotografia che è tipica dei film noir e che grazie alle sue tonalità cupe comunica allo spettatore quel senso di grigiore e difficoltà che derivano dalle ingiustizie e dalle condizioni politiche e sociali di un popolo alla ricerca della propria identità e indipendenza. Il periodo storico che fa di sfondo ai tre fratelli algerini protagonisti è quello dell&#8217; indipendenza algerina e della difficile, quanto controversa operazione di liberazione attuata dal movimento algerino FLN, contrastato dal Main Rouge francese, partorito proprio per contrastare il primo. Il regista <em>Rachid Bouchareb</em> però non si accontenta di raccontare solamente il punto di vista storico degli avvenimenti, ma desidera arricchirli ulteriormente con toni da epopea familiare, inserendo le vicende e le emozioni personali dei tre fratelli dal &#8217;45 al &#8217;61. Un periodo durante il quale li vedremo lentamente arrendersi alla violenza, nonostante siano spinti da nobili ideali di libertà. Dopo un prologo, dai toni anche fin troppo da romanzo popolare,  che va indietro fino al 1925, quando i fratelli e la loro famiglia sono spossessati della loro terra e assistono all&#8217; uccisione del padre da parte dei coloni francesi, il film infatti passa subito al 1945. Epoca in cui la Francia esulta per la resa tedesca e la fine della Seconda Guerra Mondiale, ma in Algeria invece una folla di manifestanti indipendentista viene massacrata dallo  stesso esercito Francese. Da quel momento i tre fratelli saranno costretti per motivi diversi a vivere senza legge e senza &#8220;patria&#8221; per lottare per i loro ideali. I propositi del regista di unire l&#8217; epico al gangster movie quindi ci sono, ma purtroppo il film risulta avere molto spesso ritmi e recitazioni da ottima produzione televisiva più che da cinema. I protagonisti stessi, infatti, sembrano imbrigliati all&#8217; interno dei loro schematici personaggi, dall&#8217; epilogo che sembrerebbe senza alcuna evoluzione o via di fuga. C&#8217;è l&#8217; ex soldato reduce dalla guerra in Indocina continuamente turbato dai suoi ricordi di morte e che sembra non riuscire a liberarsi dal suo istinto omicida; l&#8217; attivista politico rivoluzionario che si trova a confondere il fanatismo violento con i veri ideali di rivoluzione; e il fratello più giovane e più opportunista che pensa più alla sua fortuna economica che agli ideali patriottici. Ma tutti loro sono accomunati dallo spirito di fratellanza che diventa forse il vero filone portante delle vicende familiari. Lo sguardo di <em>Bouchereb</em> è di conseguenza molto pacato e fino alla fine tende ad evidenziare che gli estremismi violenti in una rivoluzione sono sempre sbagliati. Non a caso tiene in vita il fratello che più è lontano dalla lotta ad ogni costo per l&#8217; indipendenza. Quindi nonostante la ribellione e l&#8217; andare contro la legge, nel loro caso, sia l&#8217; unica strada possibile ciò che lo spettatore finirà per leggere sarà che è sempre meglio mediare con i propri nemici prima che combatterli ciecamente con ogni mezzo possibile. Ecco che quindi il film finisce per essere più un film sulla fratellanza, con un finale strappalacrime, e con ben poco approfondimento sulle vere vicende storiche algerine. Più un film che fa smaccatamente un occhiolino ai gangster movie di <em>Brian de Palma</em> o di <em>Scorsese</em> che un vero e proprio film con una sua ben costruita identità.</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://images.movieplayer.it/2011/05/09/jamel-debbouze-nel-film-hors-la-loi-202589.jpg" alt="" width="480" height="320" /></p>
<pre style="text-align:center;"><em>(1925: Morte del padre)</em></pre>
<pre style="text-align:center;"><em><img class="aligncenter" src="http://images.movieplayer.it/2010/05/10/sequenza-del-film-hors-la-loi-di-rachid-bouchareb-161231.jpg" alt="" width="480" height="320" /> </em></pre>
<pre style="text-align:center;"><em>( Fine anni '50 in Francia)</em></pre>
<br />Filed under: <a href='http://dylandave.wordpress.com/category/2011/'>2011</a>, <a href='http://dylandave.wordpress.com/category/drammatico/'>Drammatico</a>, <a href='http://dylandave.wordpress.com/category/noir/'>Noir</a>, <a href='http://dylandave.wordpress.com/category/storico/'>Storico</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/dylandave.wordpress.com/3445/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/dylandave.wordpress.com/3445/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/dylandave.wordpress.com/3445/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/dylandave.wordpress.com/3445/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/dylandave.wordpress.com/3445/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/dylandave.wordpress.com/3445/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/dylandave.wordpress.com/3445/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/dylandave.wordpress.com/3445/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/dylandave.wordpress.com/3445/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/dylandave.wordpress.com/3445/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/dylandave.wordpress.com/3445/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/dylandave.wordpress.com/3445/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/dylandave.wordpress.com/3445/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/dylandave.wordpress.com/3445/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dylandave.wordpress.com&amp;blog=4909579&amp;post=3445&amp;subd=dylandave&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>Un tentativo di Realscienza sprecato</title>
		<link>http://dylandave.wordpress.com/2011/06/23/un-tentativo-di-realscienza-sprecato/</link>
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		<pubDate>Thu, 23 Jun 2011 12:17:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dylandave</dc:creator>
				<category><![CDATA[2011]]></category>
		<category><![CDATA[Fantascienza]]></category>
		<category><![CDATA[6 giorni sulla terra]]></category>
		<category><![CDATA[abductions]]></category>
		<category><![CDATA[alieni]]></category>
		<category><![CDATA[Corrado malanga]]></category>
		<category><![CDATA[david icke]]></category>
		<category><![CDATA[varo venturi]]></category>

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		<description><![CDATA[- 6 Giorni sulla Terra &#8211; 2011 - ♥ e 1\2 - di Varo Venturi Il genere fantascientifico è un tipo di cinema che in Italia non ha mai attecchito più di tanto, quindi sicuramente questo tentativo di Varo Venturi di parlarci di Alieni scegliendo come scenario la nostra Roma vale sicuramente l&#8217; interesse di almeno [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dylandave.wordpress.com&amp;blog=4909579&amp;post=3433&amp;subd=dylandave&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://pad.mymovies.it/filmclub/2011/04/190/locandina.jpg" alt="" width="294" height="412" /></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#333300;"><strong>- 6 Giorni sulla Terra &#8211; 2011 - ♥ e 1\2 -</strong></span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#333300;"><strong>di</strong></span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#333300;"><strong>Varo Venturi</strong></span></p>
<p style="text-align:left;">Il genere fantascientifico è un tipo di cinema che in Italia non ha mai attecchito più di tanto, quindi sicuramente questo tentativo di <em>Varo Venturi</em> di parlarci di Alieni scegliendo come scenario la nostra Roma vale sicuramente l&#8217; interesse di almeno una visione. Purtroppo però <em>Varo Venturi</em>, nonostante si professi un accanito sostenitore delle abduzioni da parte degli alieni e della manipolazione mentale che questi esercitano su di noi attraverso svariate forme, il suo film risulta essere solamente un enorme calderone di tutte queste teorie, senza però mai essere in grado di esporle in maniera cinematograficamente coinvolgente per lo spettatore. Ovviamente per lo spettatore che non ha alcuna nozione a priori di tutte queste teorie e decide di approcciarsi al film come un qualsiasi spettatore desideroso di godersi un film di fantascienza. E&#8217; già infatti in questa catalogazione di genere però che il regista pone il suo primo accento, tenendoci a specificare che il suo è un film di realscienza e che intende mostrare quella che per lui è la vera realtà. Ecco allora che con questa presunzione si può subito capire che è impossibile produrre un film che risulti gradevole a un pubblico vasto e che magari si trova in disaccordo con la sua visione del mondo. Soprattutto poi se il prodotto finale contiene al suo interno numerose pecche stilistiche e tecniche. Tralasciando gli evidenti difetti nel mixaggio sonoro,  vi sono in <strong>6 Giorni sulla terra</strong> delle  indiscutibili lacune sia nella sceneggiatura che nella recitazione degli attori. I buchi di sceneggiatura presenti nel film spesso non ci fanno comprendere in pieno i perchè di certe azioni dei protagonisti (o forse il regista compie il grossolano errore di darne per scontate le ragioni), e  rendono l&#8217; intero prodotto narrativamente confuso e diviso a metà tra la sua evidente ostentazione di effetti visivi e il linguaggio degli iniziati, a tutti i costi inserito in maniera frequente. La recitazione inoltre è di evidente stampo televisivo e in ogni battuta denota un enfasi talvolta inopportuna che molto ricorda quella che spesso si vede nelle fiction. E&#8217; un peccato perchè infondo alla base sembra evidente che da parte del regista c&#8217;è una ricerca e una dedizione all&#8217; argomento molto chiara. Non a caso il regista si è avvalorato dell&#8217; aiuto in fase di sceneggiatura di un esperto in materia come il professore <em>Corrado Malanga</em>. Molte delle teorie esplicate nel film sicuramente non avranno difficoltà infatti ad appassionare chi è molto convinto di queste dottrine o chi non sia di certo un iniziato alle tesi complottistiche di <em>David Icke</em>. E&#8217; proprio per questa ragione che <strong>6 Giorni sulla terra</strong> potrà più facilmente interessare un pubblico &#8220;militante&#8221; all&#8217; interno di tali dottrine che chi invece sarà solamente interessato all&#8217; opera cinematografica. Per quanto mi riguarda è sicuramente un&#8217; occasione sprecata di una teoria cinematograficamente originale, che sarebbe però risultata maggiormente interessante senza la pretesa di convertire il suo spettatore ad essa.</p>
<p style="text-align:left;"><img class="aligncenter" src="http://images.movieplayer.it/2011/06/15/massimo-poggio-e-laura-glavan-in-una-scena-del-film-6-giorni-sulla-terra-206473.jpg" alt="" width="314" height="450" /></p>
<pre style="text-align:center;"><em>( Ipnosi aliena)</em></pre>
<pre style="text-align:center;"><em><img class="aligncenter" src="http://images.movieplayer.it/2011/06/15/massimo-poggio-alle-prese-con-un-alieno-nel-film-6-giorni-sulla-terra-206475.jpg" alt="" width="400" height="233" /> </em></pre>
<pre style="text-align:center;"><em>( Imbarazzanti effetti speciali)</em></pre>
<br />Filed under: <a href='http://dylandave.wordpress.com/category/2011/'>2011</a>, <a href='http://dylandave.wordpress.com/category/fantascienza/'>Fantascienza</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/dylandave.wordpress.com/3433/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/dylandave.wordpress.com/3433/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/dylandave.wordpress.com/3433/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/dylandave.wordpress.com/3433/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/dylandave.wordpress.com/3433/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/dylandave.wordpress.com/3433/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/dylandave.wordpress.com/3433/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/dylandave.wordpress.com/3433/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/dylandave.wordpress.com/3433/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/dylandave.wordpress.com/3433/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/dylandave.wordpress.com/3433/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/dylandave.wordpress.com/3433/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/dylandave.wordpress.com/3433/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/dylandave.wordpress.com/3433/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dylandave.wordpress.com&amp;blog=4909579&amp;post=3433&amp;subd=dylandave&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Una notte per desiderare</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jun 2011 14:47:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dylandave</dc:creator>
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		<description><![CDATA[- Last Night &#8211; 2010 - ♥♥ e 1\2 - di Massy Tajedin Interessante la prospettiva dell&#8217; esordiente regista di origine iraniana Massy Tajedin nell&#8217; inquadrare quelli che sono i desideri sessuali e d&#8217; amore di una giovane coppia sposata, delimitandoli all&#8217; interno del fugace contesto di una notte. Last Night si muove su due piani differenti [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dylandave.wordpress.com&amp;blog=4909579&amp;post=3425&amp;subd=dylandave&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://pad.mymovies.it/filmclub/2009/12/061/locandina.jpg" alt="" width="294" height="414" /></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#333300;"><strong>- Last Night &#8211; 2010 - ♥♥ e 1\2 -</strong></span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#333300;"><strong>di</strong></span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#333300;"><strong>Massy Tajedin</strong></span></p>
<p style="text-align:left;">Interessante la prospettiva dell&#8217; esordiente regista di origine iraniana <em>Massy Tajedin</em> nell&#8217; inquadrare quelli che sono i desideri sessuali e d&#8217; amore di una giovane coppia sposata, delimitandoli all&#8217; interno del fugace contesto di una notte. <strong>Last Night</strong> si muove su due piani differenti : quello dell&#8217; attrazione che sembra lasciare poche vie di fuga tra <em>Eva Mendes</em> e <em>Sam Worthington</em> e quella invece più sofisticata e dagli accenti decisamente più romantici tra <em>Keira Knightley</em> e<em> Guillaume Canet</em>. La telecamera è focalizzata sulle emozioni notturne dei suoi protagonisti e si sofferma sui loro volti attraverso frequenti primi piani pronti a cogliere ogni espressione degli attori. La regista decide di non giudicare mai ciò che i protagonisti sentono e lascia scorrere le immagini quasi come un flusso emozionale senza mediarli minimamente dalle inferenze esterne e lasciando allo spettatore ogni possibilità di conclusione. <strong>Last Night</strong> è un film che punta tutto sull&#8217; immagine visiva e sulla curatissima fotografia , ma che purtroppo denota nella sua sceneggiatura la sua più evidente lacuna. Nulla di originale infatti sul tema della infedeltà e dei tradimenti viene detto sia stilisticamente che come contenuti. Al contrario, invece, le interpretazioni degli attori spiccano nei loro silenzi e nella loro espressività e le frequenti inquadrature che si soffermano spesso sulle mani o sugli occhi sembrano tutte essere azzeccate e comunicare perfettamente il dramma sentimentale interiore che i protagonisti vivono. La <em>Tajedin</em> non si limita di certo nell&#8217; utilizzare i silenzi che diventano spesso quasi dei tasselli di un thriller sentimentale che però non si consumerà mai. L&#8217; ambientazione tipicamente newyorkese è scenograficamente di sicuro fascino e rammenta le atmosfere domestiche da loft che già abbiamo visto in altri film. Lo sguardo della macchina da presa è distaccato e lascia che lo spettatore si immedesimi emotivamente con ciò che vede, assumendosi però pienamente il rischio che tutto questo possa non accadere e che il quindi l&#8217; intero film finisca per ripiegarsi su se stesso, in un film assolutamente piatto emotivamente. Il finale è in verità il vero tocco artistico che la regista ci vuole concedere. Un lungo fuoricampo che lascia l&#8217; intera storia raccontata in sospeso, dopo che i due coniugi si scambiano un abbraccio quasi gelido e seguito da una loro possibile intuizione di ciò che la notte appena trascorsa è avvenuto. E&#8217; in questo conclusivo stordimento che si riesce a percepire quell&#8217; emozione che per l&#8217; intero film si è mantenuta sospesa lungo un filo incerto. Un film che vale comunque almeno una visione notturna.</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://images.movieplayer.it/2010/10/20/eva-mendes-con-sam-worthington-in-una-scena-del-film-last-night-179669.jpg" alt="" width="480" height="319" /></p>
<pre style="text-align:center;"><em>( L' Attrazione passionale)</em></pre>
<pre style="text-align:center;"><em><img class="aligncenter" src="http://images.movieplayer.it/2010/10/20/keira-knightley-in-una-sensuale-scena-del-film-last-night-2010-179673.jpg" alt="" width="480" height="319" /> </em></pre>
<pre style="text-align:center;"><em>( L' Amour Fou)</em></pre>
<br />Filed under: <a href='http://dylandave.wordpress.com/category/2010/'>2010</a>, <a href='http://dylandave.wordpress.com/category/drammatico/'>Drammatico</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/dylandave.wordpress.com/3425/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/dylandave.wordpress.com/3425/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/dylandave.wordpress.com/3425/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/dylandave.wordpress.com/3425/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/dylandave.wordpress.com/3425/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/dylandave.wordpress.com/3425/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/dylandave.wordpress.com/3425/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/dylandave.wordpress.com/3425/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/dylandave.wordpress.com/3425/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/dylandave.wordpress.com/3425/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/dylandave.wordpress.com/3425/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/dylandave.wordpress.com/3425/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/dylandave.wordpress.com/3425/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/dylandave.wordpress.com/3425/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dylandave.wordpress.com&amp;blog=4909579&amp;post=3425&amp;subd=dylandave&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Il viaggio della vita</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Jun 2011 11:07:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dylandave</dc:creator>
				<category><![CDATA[2011]]></category>
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		<description><![CDATA[- The Tree of Life &#8211; 2011 - ♥♥♥♥ - di Terrence Malick E&#8217; il film che Terrence Malick aveva in mente da una vita intera e che ha sempre rimandato aspettando il momento giusto per poterlo finalmente produrre. E&#8217; l&#8217; atto della creazione della vita e dell&#8217; uomo visto dall&#8217; occhio visionario di un regista [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dylandave.wordpress.com&amp;blog=4909579&amp;post=3417&amp;subd=dylandave&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://pad.mymovies.it/filmclub/2008/06/008/locandina.jpg" alt="" width="294" height="420" /></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#333300;"><strong>- The Tree of Life &#8211; 2011 - ♥♥♥♥ -</strong></span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#333300;"><strong>di</strong></span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#333300;"><strong>Terrence Malick</strong></span></p>
<p style="text-align:left;">E&#8217; il film che <em>Terrence Malick</em> aveva in mente da una vita intera e che ha sempre rimandato aspettando il momento giusto per poterlo finalmente produrre. E&#8217; l&#8217; atto della creazione della vita e dell&#8217; uomo visto dall&#8217; occhio visionario di un regista che di certo non si contiene nella sua espressività cinematografica dando luce a un lavoro che per tecnica e fotografia eccelle in ogni suo particolare. La citazione di Giobbe (38:4,7) che introduce il film ben spiega fin da subito i presupposti che il film vuole esprimere al suo interno. Ossia l&#8217; immensa contraddizione che vi è  tra il giusto che soffre senza colpa e il malvagio che invece riesce a vivere bene le conseguenze del suo agire. Partendo da questo assunto si esplica la storia familiare della famiglia O&#8217; Brien, dominata dal padre padrone (<em>Brad Pitt</em>) che con pugno fermo e disciplina impone ai suoi figli la strada da seguire come a voler rappresentare un destino crudele dal quale non si può scappare. All&#8217; interno della famiglia tutto viene mitigato dalla contrapposizione data dalla figura femminile e materna della madre (<em>Jessica Chastain</em>), che rappresenta la grazia e l&#8217; amore infinito , sempre paziente e affettuosa con i figli e dotata di una forza &#8220;sotterranea&#8221; che le permette di vivere insieme ad un marito oppressivo, sapendo regalare in famiglia fugaci momenti di tranquillità. Il film di <em>Malick</em> parte dal privato e da venti minuti iniziali che scuotono lo spettatore stordendolo immediatamente con l&#8217; annuncio di una morte e le espressioni tragiche dei protagonisti. La telecamera di <em>Malick</em> sovverte le regole grammaticali del cinema e neanche per un solo istante ci regala i campi e controcampi che spesso il cinema ci impone. La macchina da presa qui infatti e continuamente in movimento tra primi piani e piani sequenza che spesso tallonano i protagonisti del film. Risulta quindi inattaccabile tecnicamente <strong>The Tree of life</strong>, essendo un esempio perfetto di virtuosismi tecnici e movimenti di macchina innovativi , accompagnati da una fotografia perfetta che ben sa miscelare i contrasti senza caricarli troppo. Visivamente il risultato è quindi affascinante nonostante la trama non lineare rischi di far abbandonare la sala a molti spettatori che da questo film si aspettano una facile visione. Il contrasto tra natura e grazia permea l&#8217; intera opera cinematografica, evidenziando la brutalità mista però al senso di libertà incondizionata nel vivere l&#8217; amore della prima, alla rinuncia della seconda al fine di donare un senso allo scorrere incessante della vita stessa. Il film è colmo di simbolismi che spaziano dal privato , alla natura fino ad arrivare anche alla creazione del cosmo. E&#8217; proprio questa sovrabbondanza di simbolismi che forse risulta la pecca maggiore della sceneggiatura del film , di grande impatto visivo ma spesso proprio per tali ragioni didascalico. Di certo una sola visione , non basterà per apprezzarne a pieno il valore e la complessità che quest&#8217; opera racchiude al suo interno, si consiglia quindi lo spettatore di avere modo di poterlo rivedere una seconda volta, al fine di soffermarsi maggiormente non solo sulle emozioni visive ma anche sui particolari e le riflessioni filosofiche che il film al suo interno contiene. <strong>The Tree of Life</strong> è un film perennemente in bilico tra religiosità, spiritualità e scienza. <em>Malick</em> porta lo spettatore ad interrogarsi costantemente sul perchè della vita e porta lo spettatore a riflettere su quel dilemma esistenziale che è l&#8217; origine della vita. Il finale di certo non lascia indifferenti nel suo surrealismo e seppur troppo criptico e misterioso è in grado di comunica una suggestione visiva che poche volte siamo abituati a vedere al cinema. Un cinema quello di <em>Terrence Malick</em> che è un ponte tra il passato e quello che potrebbe essere il futuro digitale della cinematografia, non a tre dimensioni.</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://images.movieplayer.it/2011/05/17/brad-pitt-in-una-sequenza-di-the-tree-of-life-203580.jpg" alt="" width="432" height="288" /></p>
<pre style="text-align:center;"><em>(Il Rigido Padre Brad)</em></pre>
<pre style="text-align:center;"><em><img class="aligncenter" src="http://images.movieplayer.it/2011/05/17/una-sorridente-jessica-chastain-in-una-immagine-di-the-tree-of-life-203617.jpg" alt="" width="432" height="288" /> </em></pre>
<pre style="text-align:center;"><em>( La grazia infinita della madre)</em></pre>
<br />Filed under: <a href='http://dylandave.wordpress.com/category/2011/'>2011</a>, <a href='http://dylandave.wordpress.com/category/drammatico/'>Drammatico</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/dylandave.wordpress.com/3417/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/dylandave.wordpress.com/3417/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/dylandave.wordpress.com/3417/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/dylandave.wordpress.com/3417/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/dylandave.wordpress.com/3417/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/dylandave.wordpress.com/3417/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/dylandave.wordpress.com/3417/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/dylandave.wordpress.com/3417/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/dylandave.wordpress.com/3417/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/dylandave.wordpress.com/3417/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/dylandave.wordpress.com/3417/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/dylandave.wordpress.com/3417/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/dylandave.wordpress.com/3417/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/dylandave.wordpress.com/3417/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=dylandave.wordpress.com&amp;blog=4909579&amp;post=3417&amp;subd=dylandave&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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