
- Planet 51 – 2009 – ♥ e 1\2 -
di
Jorge Blanco, Javier Abad & Marcos Martínez
Che c’ è la Dreamworks dietro la sceneggiatura di questa ultima animazione dai nomi iberici si vede forse fin troppo ed è quello che rovina l’ intero prodotto. I personaggi sono infatti costruiti in uno sfondo che è un misto perfetto di citazioni cinematografiche di film culto hollywoodiani che vanno da Alien a Ritorno a Futuro. Lo sceneggiatore è infatti lo stesso di Shrek, Joe Stillman, che sperando di riutilizzare la formula citazionistica già funzionante dà vita ad un’ animazione che vorrebbe far intendere a tutti che l’ ignoto e il diverso in realtà potremmo essere noi stessi. Questa morale un po’ sempliciotta è però nascosta dietro tantissime gag decisamente infantili che distraggono dal messaggio di riflessione che l’ intero film intende comunicare. Stereotipati e assolutamente non approfonditi tutti i personaggi sembrano costruiti a uso ed abuso degli sketch visivi o della morale buonista e l’ happy ending in chiave amorale. L’ astronauta umano un pò bamboccione e con la bandiera a stelle e striscie sempre ben in vista è un po’ l’ eroe svampito e spaccone alla Will Smith in Independence Day. Il ragazzino alieno che lo aiuta invece sembra preoccuparsi soltanto dell’ amore della sua bella aliena che in quanto donna è relegata a una parte fatta solamente di poche parole e tante smorfie facciali. Anche i cattivoni del film sono molto stereotipati: il generale tutto d’ un pezzo ha un espressione arcigna così tipica da entrare in competizione con il più espressivo degli Schwarzenegger, mentre lo scienziato pazzo con l’ ambizione di lobotomizzare cervelli è non a caso doppiato con accento tedesco di memorie hitleriane. A parte queste note decisamente stonate e poco originali va decisamente elogiato il tentativo europeo ( l’ animazione è prodotta dagli studi spagnoli dell’ Ilion Animation) di competere con i colossi americani e di portare sul mercato natalizio e pre natalizio dei film per le famiglie un’ animazione più vicina a noi. Anche se ci si accorge ben presto, vedendo Planet 51, che di non Americano in quest’ opera c’è veramente pochissimo. Decisamente più un film per piccini però che uno per adulti. I genitori che accompagneranno al cinema i propri pargoli si ritroveranno solamente nelle musiche della loro infanzia. Per il resto resta solo un tentativo quello di educare i piccini alla diversità ben lontano dal capolavoro di Wall-e seppur il tentativo di animare un piccolo robottino-cane c’è anche qui ma è decisamente carente dell’ approfondimento emozionale che il robottino della Pixar aveva.

( I due protagonisti e la bandiera a stelle e striscie in bella vista)
( e gli Stereotipati cattivoni)


















