
- I Demoni di San Pietroburgo – 2008 – ♥ -
di
Giuliano Montaldo
Giuliano Montaldo non stava dietro la macchina da presa da quasi 18 anni. E si vede. In una gelida San Pietroburgo dell’ 800 il regista italiano delinea la figura del celebre scrittore Dostoevskij, tra angosce, ricordi tormentati e complotti rivoluzionari contro lo zar. Sicuramente il film gode di qualche sporadica scena emozionante, anche se deve il sussulto di questa fugace sensazione più alle parole tratte dai capisaldi della letteratura dello scrittore russo che alla sceneggiatura del film stesso. Per il resto I demoni di San Pietroburgo si presenta agli occhi forte di una fotografia ben curata ma carente nei ritmi cinematografici. Perchè sarebbe meglio dire, guardando il film di Montaldo, che gli attori e sopratutto il protagonista Miki Manojlovic si muovono lentamente sul palcoscenico, ma poi invece ci si rende conto che non siamo a teatro. Ed è proprio per questa ragione che riesce difficile tenere gli occhi aperti fino alla fine e che le quasi due ore di questo film finiscono per apparire eterne. Fanno di gran lunga miglior figura Roberto Herlitzka, Anita Caprioli o Filippo Timi relegati a piccolissimi ruoli, ma che proprio per la loro limitatezza di ruolo si apprezzano sicuramente di più per le loro doti. Certamente, anche in questo caso, più teatrali che cinematografiche. Il film risulta spesso forzatamente melodrammatico e vaga tra flashback e atmosfere soffuse per far riflettere lo spettatore sul ruolo degli intellettuali nella collettività, sulle rivoluzioni politiche, sulla libertà e sulla religione e Dio. Per il vero Dostoevskij però questa dimensione religiosa fu molto importante sopratutto nei suoi ultimi anni di vita. Nel personaggio di Montaldo invece si vede più un suo rifiuto della violenza ma un costante impegno nella lotta e nella rivoluzione, seppur più con le parole che con l’azione. Ed è per questo che si oppone anche all’ uso della violenza da parte dei reazionari studenti che progettano l’ annientamento della famiglia imperiale. I Demoni di San Pietroburgo è un tentativo di mostrarci il confine tra giustizia e prepotenza , tra rispetto per l’ Uomo e violenza. Ma con questi ritmi che ricordano spesso quelli di uno sceneggiato RAI ( il film peraltro è prodotto da RAI Cinema) difficilmente riesce a comunicare più che una sensazione di stanchezza agli occhi. Di noia. Risvegliata solamente dagli sporadici passi di letteratura di uno (ma non il solo!) tra i più validi scrittori slavi. Niente di nuovo.

(Dostoevskij calca il palcoscenico cinematografico)
(Mentre Herlitzka viene relegato ad un ruolo marginale)


















