
- Operazione Valchiria – 2008 – ♥♥♥ -
di
Bryan Singer
Qualche giorno fa, già in previsione di vedermi questo film, mi ero andato a rileggere i veri fatti storici dell’Operazione Valchiria. L’ho fatto perchè ero più che convinto, anche dopo aver visto Defiance, che quest’ultimo film di Bryan Singer fosse il solito film americano che pur di ottenere effetti speciali spettacolari e eroismi dei protagonisti avrebbe stravolto la verità dei fatti accaduti. Ma così non è stato. Operazione Valchiria porta sugli schermi cinematografici una ricostruzione molto fedele degli avvenimenti che hanno come protagonista il colonnello della Wehrmacht Stauffenberg (Tom Cruise). I fatti avvengono nel 1944. Il colonnello Stauffenberg dopo aver perso in Nord Africa un occhio e una mano per la causa hitleriana alla quale egli stesso non crede, programma e pensa l’uccisione di Hitler ai fini di mutare la storia della sua amata Germania. Quindi con l’appoggio di alti funzionari dell’esercito, che già da tempo avevano in mente di uccidere il führer, il 20 luglio del 1944 lui stesso introduce un ordigno all’interno della Tana del Lupo. L’edificio nel quale Hitler e i membri della riunione degli alti vertici si stava svolgendo esplode, Stauffenberg riesce a fuggire in tempo ma un amaro destino lo attenderà a Berlino. La bravura di Singer sicuramente sta nell’avere usato una fotografia con tonalità molto scure per dare una maggiore enfasi ai tragici avvenimenti e anche nell’essere riuscito fino alla fine a tenere alta la suspence di coloro che, ignari della vera storia, credono alla morte di Hitler durante l’attentato di Stauffenberg e compagni. Di certo però il grossolano errore , a mio parere , risiede nella scelta del cast , e in modo particolare nella scelta del protagonista. Tom Cruise , del quale bene ormai tutti ne conosciamo le doti recitative, risulta sempre poco credibile come tedesco e non ne detiene il “physique du rôle” che è necessario per interpretare un ruolo come quello di Stauffenberg. Ed ecco allora che il “povero” Cruise fa quel che può per entrare nel suo personaggio riuscendoci a tratti anche egregiamente, anche se i suoi lineamenti molto americani fanno da ostacolo alla completezza che di certo il suo personaggio avrebbe potuto avere se interpretato da un altro attore. La migliore scena del film,a mio giudizio, è quella della “falsa” notizia della morte di Hitler al centro di smistamento delle telecomunicazioni, nella quale gli sguardi attoniti delle segretarie e le lacrime di alcune di esse ne fanno evincere in maniera chiara quella che doveva essere a quei tempi la paura ma allo stesso tempo la stima per il führer di chi lavorava sotto il regime nazista. Un film gradevole da vedere anche se di certo non uno di quei film che resterà nella storia.

(Singer dirige l'ultimo bacio del colonnello con la moglie)
( I principali membri del complotto contro il Fürer)




















Cruise non è l’unico che non convince…anche tutti i componenti del complotto antihitleriano sono inglesi di nascita e somaticamente caratterizzati…oltretutto la loro recitazione non si scosta dal manierismo, eccetto per Bill Nighty che pesca il personaggio con più sfaccettature alias il generale Olbricht…comunque per lui si arriva ad una sufficienza risicata…il resto è ampiamente insufficiente…un peccato soprattutto per Terence Stamp.
Synger è veramente ai miniti termini, davvero poco ispirata la sua regia. Rivendendolo a freddo sembra di vedere “I soliti sospetti” come tessitura dell’intreccio e ritmo (stesse inquadrature anche per gli esplosivi!anche quelli gli stessi!), ma con due discriminanti come il protagonista fisicamente fuori contesto e la conoscenza del finale data dall’essere un film storico, che invece a parti invertite erano state la forza del successo che l’aveva portato alla ribalta. Come capita spesso in questi casi si salvano la rigorosa scenografia e la fotografia calda (come ben osservava mister DylanDave) che sono mal servite da un regista preoccupato solo di giocare a fare la guerra ad Hitler…le scene d’azione (dall’esplosione dell’ordigno alla restaurazione del “governo” nazista) sono la goccia che fa traboccare il vaso, quello della pazienza dello spettatore…il deja-vu spopola…
Un cinema ai minimi termini!
Anche il doppiaggio ci ha messo del suo, per banalizzare il tutto.
Holy Germany si riferisce al Sacro Romano Impero che, in inglese, si chiama Santo Romano Impero. La traduzione corretta, quindi, sarebbe stata “Lunga vita alla SACRA Germania”, altrimenti si perde completamente il senso della frase. Insomma, il tutto risulta ben poco tedesco, anche se il film è, tutto sommato. gradevole.